In tema col periodo estivo, le conferenze che si svolgeranno questa settimana al Centro Astronomico parleranno di vacanze, ma di vacanze un po’ particolari, ovvero sulla Luna! Infatti sia mercoledì che sabato la Luna sarà ben osservabile al telescopio e si potranno mostrare molti dei luoghi oggetto degli approfondimenti durante la conferenza.
Si parlerà soprattutto delle montagne lunari, della loro origine, del tutto diversa da quella delle montagne terrestri, e soprattutto del loro fascino assolutamente esotico, tanto che non sarà lontano il tempo in cui il turismo spaziale potrà programmare soggiorni esclusivi fra le Alpi, gli Appennini, il Caucaso o i Pirenei lunari! Anche perché al mare sulla Luna non si potrà andare, mancando del tutto l’acqua limpida alla superficie…
Nella conferenza si proporranno quattro itinerari turistici (per molti, ma non per tutti…), a carattere escursionistico-alpinistico, illustrati da spettacolari immagini e filmati ripresi sia da terra che dal suolo lunare:
1) Una scalata nel Mare Crisium
2) La prima ascensione del Monte Bianco lunare
3) Avventura sul Monte Pico
4) La grande traversata di Copernico

Per quanto riguarda l’osservazione al telescopio:

Mercoledì 17
si osserverà, fra le altre cose, partendo da nord, il cratere Plato, splendidamente illuminato. Vedremo quella sera quanti craterini riusciremo a scorgere all’interno della sua platea che appare, con piccoli telescopi, apparentemente liscia. A sud ovest di Plato spiccano i Montes Teneriffe, che sono lunghi 110 km e raggiungono l’altezza di 2400 m. Più a ovest si trovano i Montes Recti, una serie di picchi lunga 90 km, con un’altezza massima di 1800 m. Procedendo a sud ovest, luccicheranno ormai nel buio le vette della catena del Giura, con in evidenza il promon­torio Laplace.
Lo spettacolo sarà però soprattutto dato da Copernicus, il più bel cratere lunare. Ha un diametro di 93 km, delle pareti che si innal­zano a 3760 m, con maestosi e intricati terrazzamenti, e proba­bilmente il più complesso massiccio centrale fra i circhi lunari, con ben sette picchi, che raggiungono un’altezza di 1200 m. La sua visione ad alto ingrandimento strapperà commenti entusiastici ai visitatori
A nord di Copernicus c’è la catena dei Carpazi, lunga 400 km, con massime elevazioni a 2000 m. In piena luce sarà il cratere Era­tosthenes, di cui si vedrà nettamente il complesso picco centrale, caratterizzato da due elevate montagne a ovest e da una collina a est.
Nella parte meridionale della Luna ci sarà Tycho, un’altra perla lunare, del diametro di 85 km e pareti di ben 4850 m, cratere giovanissimo, con non più di 100 milioni di anni d’età. Tycho possiede probabilmente il più bel picco centrale fra i crateri lunari. A sud di Tycho spicca maestoso Clavius, uno dei più grandi crate­ri lunari, con un diametro di 225 km. La platea è occupata da una serie impressionante di crateri, alcuni anche di grandi dimensio­ni e la sua osservazione ad alto ingrandimento sarà uno dei piatti forti della serata.

Sabato 20
fra le montagne lunari potremo ammirare innanzitutto, partendo da nord, i Montes Harbinger, che coprono un’area di 9000 km quadrati, con il caratteristico cratere Prinz a ridosso, semisepolto dalla lava dei mari lunari. Accanto a Prinz si potranno scorgere dei canali si­nuosi, le Rimae Prinz e le Rimae Aristarchus. Vicino a Prinz i crateri Aristarchus ed Herodotus, assieme alla straordinaria struttura nota come Plateau Aristarchus, formata da una valle sinuosa, disposta su tre lati e lunga 160 km, che ha il profilo di una testa di cobra. Sul profilo meridionale dell’Oceanus Procellarum, dalla parte opposta rispetto ad Aristarchus, ci sono due crateri non molto grandi ma abbastanza articolati, Hansteen e Billy, accanto ai quali si trova il Mons Hansteen, di 30 km di diametro, che in questa fase comincia, curiosamente, ad illuminarsi come una torcia.
Nella parte meridionale della Luna le strutture più importanti visibili saranno innanzitutto l’enorme mole, parzialmente erosa, del cratere Schickard, di ben 227 km di diametro e poi, a sud di questo, la coppia di grandi crateri Wargentin e Phocylides. Il secondo è molto più visibile, perché, anche se parzialmente riempito dalle lave, le sue pareti rimangono comunque nettamente più alte rispetto alla platea. Il primo, invece, è pochissimo contrastato, poiché è riempito fino al bordo dalle lave: di fatto, va a costituire una specie di curiosissimo altipiano elevato rispetto ai terreni circostanti.

Insieme alla Luna in entrambe le serate si potrà ancora ammirare Saturno, ancora abbastanza ben visibile, e alcune stelle multiple spettacolari, come Omicron1 Cygni, Gamma Delphini, Albireo.
Due apparizioni di satelliti Iridium caratterizzeranno le serate, uno alle 23:10 del 17 luglio, uno alle 23:01 del 20 luglio.

 

Lascia un messaggio di risposta