Sarà anche vero che le cattive notizie fanno vendere di più delle buone, ma non pensavo che questa massima da cronaca nera funzionasse anche per l’astronomia. Invece fra il 28 novembre sera e il 29 novembre mattina tutti, non solo mass media generalisti ma anche le agenzie scientifiche, si sono affrettate a dare la notizia della morte in diretta della ISON. Pazienza per i primi, dietro i quali, ho il sospetto, c’è sempre la speranza segreta di vedere rattristarsi gli scienziati, considerati spesso la causa di tutti i mali di questa nostra società, ma le seconde hanno avuto troppa fretta! Che diamine! Bastava pazientare qualche ora ed ecco che la cometa riemergeva, nelle immagini delle sonde solari, con coda e tutto dall’abbraccio mortale del Sole, come un’araba fenice dalle ceneri. Adesso le stesse agenzie scientifiche parlano di una specie di resurrezione, ma ISON non è certo Gesù, e i miracoli in cielo (almeno nel “nostro” cielo) non avvengono. La Ison non è mai defunta, solo ha cambiato aspetto e questo, scusate, ma era il minimo che dovesse avvenire, con un sorvolo così ravvicinato della fotosfera.

Adesso certamente non è dato sapere cosa succederà, e come la vedremo a partire dal 5 dicembre. Ma questo era vero anche prima, e quindi calma e gesso, attendiamo e speriamo, senza spararle troppo grosse. Intanto continuiamo a presentare le belle immagini della cometa pre-perielio ottenute dalla nostra associazione.


Le prime foto della ISON ottenute dalla Rheticus

Ison 1
Ison 2

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