Purtroppo nulla è per sempre, neppure nel mondo apparentemente imperturbabile delle stelle e dei pianeti. Anche la Grande Macchia Rossa di Giove, fenomeno che da sempre accompagna gli appassionati del cielo nell’osservazione del Re dei Pianeti e che si vede da secoli, sembra destinata a sparire. Già nel passato, per lunghi decenni, non fu osservabile e negli ultimi anni le sue dimensioni si sono quasi dimezzate. Tuttavia si tratta del più antico particolare planetario mai osservato al telescopio, fin dal lontano 1664 e del più spettacolare inquadrabile anche oggi, con telescopi di tutte le dimensioni.
Venerdì sarà ben osservabile per tutta la durata della serata, assieme a tutti e quattro i suoi principali satelliti, quelli scoperti da Galileo nel 1610.
Vi sarà inoltre una spettacolare Luna al primo quarto con in splendida evidenza la catena del Caucaso lunare e la prima parte delle Alpi (con la vallata alpina in condizioni molto particolari di illuminazione, con ombre lunghissime) e degli Appennini, i crateri Hipparchus, Albategnius, Stoefler e Faraday fra gli altri. Si tratta di una delle migliori presentazioni del nostro satellite, in tutto l’anno. Si potranno osservare inoltre già stelle doppie e multiple della stagione primaverile.
In caso di maltempo tutta la manifestazione si svolgerà al planetario, dove verranno mostrati spettacolari filmati e simulazioni, oltre al cielo del mese.

 

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