La meccanica quantistica è degna di ogni rispetto, ma una voce interiore mi dice che non è ancora la soluzione giusta. È una teoria che ci dice molte cose, ma non ci fa penetrare più a fondo il segreto del Grande Vecchio. In ogni caso, sono convinto che questi non gioca a dadi col mondo. (Albert Einstein 4 dicembre 1926)

In fisica esistono oggi due grandi teorie comunemente considerate “vere”, perché in grado di descrivere una grande varietà di fenomeni fisici in maniera precisa e coerente: la Teoria della Relatività e la Meccanica quantistica. Della Relatività abbiamo già parlato al Centro in diverse occasioni. Di essa sappiamo che descrive bene il comportamento dei corpi e della materia ad alte energie: ci permette di studiare il moto di pianeti e stelle, di lanciare satelliti e navicelle spaziali, di comprendere il funzionamento dell’universo. 

 

Eppure ci sono ambiti dove la Relatività fallisce: se si studiano i processi nucleari o subnucleari, il comportamento microscopico delle molecole, le interazioni tra le particelle, la struttura della materia, la Relatività è muta. E’ proprio ora che entra in gioco la Meccanica Quantistica. La Meccanica quantistica è una teoria dell’infinitamente piccolo perché nel cuore della materia c’è un mondo immenso, composto da miliardi e miliardi di particelle, che sfugge ai nostri sensi e alla nostra intuizione e per le sue caratteristiche quasi “magiche”, da sempre affascina filosofi e scienziati. Ma cosa rappresenta davvero questa teoria? E perchè è così importante? Sarà ilProf. Francesco Sorge, docente all’Università di Padova e ricercatore nel campo della Relatività Generale, a spiegarcela nei modi e nei termini più accessibili, svelandoci nel contempo i più reconditi segreti che essa custodisce.

La Luna al primo quarto, poco dopo le 22 lascerà il proscenio ai meravigliosi protagonisti del cielo invernale. Con gli strumenti del Centro osserveremo in dettaglio la galassia di Andromeda (M31), l’ammasso aperto delle Pleiadi (M45) e il Doppio Ammasso in Perseo (NGC 869-884); e poi il “tris” di ammassi aperti in Auriga M36, M37 e M38 ed anche la più bella delle costellazioni invernali, Orione, che si appresta lentamente ad occupare in maniera incontrastata lo spazio celeste che, quale Regina, le compete di diritto.

L’incontro si svolgerà con qualunque condizione meteo. Si raccomanda la puntualità.

 

Lascia un messaggio di risposta