VENERDI’ 4 GENNAIO 2019 ore 21 al Centro Astronomico della Rheticus

“LA’ DOVE NESSUNO E’ MAI GIUNTO PRIMA: LA NEW HORIZONS ESPLORA ULTIMA THULE” relatore Gabriele Vanin (Ass.Rheticus)

Un’isola leggendaria situata in una remota zona del nord della Terra: si tratta di Thule, citata per la prima volta dal geografo greco Pitea nel IV secolo a.C., il cui mito si è poi accresciuto nella tarda antichità e nel medioevo. Diventata nell’immaginario collettivo il simbolo di un luogo estremamente lontano, ai confini del mondo, Thule ora conquista lo spazio grazie a New Horizons. Ultima Thule, infatti, è il nome provvisorio che gli scienziati della missione hanno scelto per designare 2014 Mu69, l’oggetto della Fascia di Kuiper (Kbo) che la sonda della Nasa ha raggiunto in tempo per festeggiare il capodanno del 2019. New Horizons sta realizzando la più lontana esplorazione di un corpo celeste mai effettuata prima, in un mondo oscuro dove nessuno è mai giunto prima…

La conferenza verrà preceduta dall’osservazione visuale dei più bei oggetti del cielo invernale con i telescopi del Centro Astronomico. Si raccomanda un abbigliamento adeguato a questo clima rigido e pungente. La conferenza in planetario si svolgerà in un ambiente adeguatamente riscaldato.

Gli incontri si svolgeranno con qualunque condizione meteo. In merito teniamo a sottolineare che, se non in caso di eccezionale maltempo, l’osservazione visuale e telescopica degli oggetti celesti è quasi sempre possibile, poichè la variabilità della copertura nuvolosa lascia spazio frequente a zone di sereno. Vi invitiamo pertanto a farci visita anche se il meteo non sembra favorevole. Ne vale sempre la pena!

 

GIOVEDI 27 DICEMBRE 2018 ore 21 al Centro Astronomico della Rheticus

“L’INCREDIBILE AVVENTURA DELL’APOLLO 8” relatore Gabriele Vanin (Ass.Rheticus)

50 anni fa, alla vigilia di Natale 1968, tre uomini viaggiavano in direzione della Luna. Frank Borman, James “Jim” Lovell e William “Bill” Anders erano pronti a tutto, anche a passare alla Storia come i primi esseri umani a lasciare l’orbita della Terra, raggiungere in tre giorni la Luna, orbitare dieci volte attorno ad essa, osservare il suo lato nascosto per tornare poi, in sicurezza, a casa. Con tutti i rischi ed i pericoli che questa straordinaria impresa avrebbe comportato! Apollo 8 fu la seconda missione con equipaggio del programma spaziale statunitense. Il prologo di un grande evento che avrebbe portato, l’anno successivo, Neil Armstrong ad imprimere la prima orma umana sul suolo lunare. Ma l’incredibile avventura dei tre dell’Apollo 8 non fu assolutamente meno importante ed epocale…

Tutte le conferenze verranno precedute dall’osservazione visuale dei più bei oggetti del cielo invernale con i telescopi del Centro Astronomico. Si raccomanda un abbigliamento adeguato a questo rigido clima natalizio. A questo proposito… BUONE FESTE A TUTTI!!!

 

Esattamente un anno fa Carlo Ferrigno ci raccontò di una straordinaria scoperta, del segnale di onde gravitazionali e delle increspature nello spazio-tempo emesse durante le fasi finali della fusione di due stelle a neutroni e ci raccontò inoltre di quali prospettive e di quanti benefici scientifici la comunità astronomica avrebbe goduto nel potenziare la rete globale di rivelatori di questi straordinari fenomeni cosmici. Ad un anno di distanza la kilonova GW170817 è stata analizzata nel dettaglio ottico e spettroscopico rivelando una quantità così importante di dati da rendere le prospettive per l’astronomia delle onde gravitazionali ed elettromagnetiche estremamente rosee!

 

Le Geminidi sono il secondo sciame più atteso dell’anno insieme a quello delle Perseidi. Ma sbaglia di certo chi pensa che le “Lacrime di san Lorenzo” di Agosto siano le più famose per intensità e bellezza. E’ ovvio che nei mesi estivi è più facile e piacevole stare all’aperto di sera, mentre d’inverno il freddo invita a restare tra le mura domestiche, ma vi assicuriamo che lo spettacolo di queste stelle cadenti è assolutamente imperdibile! Il picco di intensità cadrà tra la notte del 13 e il 14 Dicembre e in un’ora si potranno vedere fino a 50 meteore, il tutto favorito dalla sostanziale mancanza del disturbo lunare.

Le Geminidi sono meteore lente e si distinguono dalle altre perché sono le uniche a provenire da un asteroide (il 3200 Phaeton) anziché da una cometa. Questo le rende più dense e più forti con delle scie che durano un po’ di più rispetto ad altri sciami e quelle più brillanti si rompono spesso in una catena di guizzi luminosi. Il radiante, ossia la zona del cielo dove sembra che provengano, si trova nella costellazione dei Gemelli, vicino al Toro e al magnifico Orione ed è già alto alle 10 di sera.

Ben coperti ovviamente, armati di pazienza e solo con l’ausilio dei nostri occhi, avremo modo di assistere ad un affascinante spettacolo!

L’altra grande protagonista della serata sarà la Wirtanen “la cometa di Natale”. L’imprevedibilità di questi meravigliosi oggetti non ci consente, alla data della presente, di quantificare il suo grado di spettacolarità. Attualmente la cometa si presenta con una chioma molto diffusa, luminosa al centro e degradante verso i bordi e si stà avvicinando molto velocemente raggiungendo il 16 Dicembre la distanza minima alla Terra. Solo nei giorni precedenti questo appuntamento a Starson potremo capire cosa ci riserverà questo graditissimo “regalo natalizio”. Vi terremo aggiornati!

Gli incontri si svolgeranno con qualunque condizione meteo. In merito teniamo a sottolineare che, se non in caso di eccezionale maltempo, l’osservazione visuale e telescopica degli oggetti celesti è quasi sempre possibile, poichè la variabilità della copertura nuvolosa lascia spazio frequente a zone di sereno. Vi invitiamo pertanto a farci visita anche se il meteo non sembra favorevole. Ne vale sempre la pena!

 

Siamo abituati a film e serie TV sci-fi in cui gli anni luce vengono percorsi come fossero chilometri, in pochi minuti, se non in un istante (con un balzo nell’iperspazio assieme ad Han Solo) e la propulsione a curvatura ci proietta in un lampo su stelle e pianeti inconcepibilmente lontani. Ma dove si pone, con le conoscenze attuali, il confine tra fantasia e realtà? Molto ma molto distante, come quell’ignoto che ci prefiggiamo sconfiggere. Ma ciò non toglie che i viaggi interstellari potrebbero diventare routine in un prossimo futuro. Pensiamo solo che all’inizio del secolo scorso il viaggio sulla Luna era considerato soltanto alla stregua di un argomento degno dei romanzi di fantascienza…
Raggiungere dalla Terra altri sistemi stellari rappresenta una sfida che comporta moltissimi problemi per ora insormontabili e che richiederanno tempi lunghissimi per essere risolti. Ma sono già diversi gli studi sulla propulsione e sui carburanti capaci di spingere le nostre “astronavi” a velocità ben più elevate di quelle attuali. Un felice giorno la mitica frase di Star Trek “Spazio ultima frontiera. Questi sono i viaggi della nave stellare Enterprise. La sua missione è quella di esplorare strani nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita e nuove civiltà, per arrivare la dove nessuno è mai giunto prima” vedrà sicuramente il suo realizzarsi. Per aspera ad astra!

A parlarci di tutto ciò sarà Sergio Ortolani, professore Ordinario al Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università di Padova, veneziano di origine ma per lunghi anni residente a Feltre. Un vecchio amico del Gruppo Astrofili Feltrini ieri e della Rheticus oggi, con un curriculum straordinario al pari della sua passione per l’Astronomia e la Divulgazione scientifica.

Per la parte osservativa, approfittando della notte illune, non mancheremo di osservare con gli strumenti del Centro le meraviglie del cielo invernale. La galassia di Andromeda (M31), l’ammasso aperto delle Pleiadi (M45) e il Doppio Ammasso in Perseo (NGC 869-884), oggetti tanto estesi che l’osservazione avverrà a basso ingrandimento con il binocolo; il “tris” di ammassi aperti in Auriga M36, M37 e M38, osservati con i telescopi; e naturalmente l’oggetto che tutti aspettiamo di osservare nelle notti invernali; la Grande Nebulosa di Orione (M42), osservato naturalmente con il grande Dobson da 64 cm del Centro.

Se la serata sarà propizia, la potenzialità dello strumento lascerà senza fiato i visitatori.

Raccomandiamo naturalmente un abbigliamento adeguato al pungente clima invernale.

 

Dopo le storiche missioni della Nasa, Mariner 10 e Messenger, stiamo per tornare, con una missione europea, da Mercurio, il più interno, estremo e sconosciuto dei pianeti del Sistema Solare. Il 20 ottobre scorso, a bordo del razzo Ariane 5, dallo spazioporto di Kourou (Guiana francese), ha preso il volo la missione “BepiColombo”delle agenzie spaziali europea (ESA) e giapponese (JAXA) destinata a risolvere molte domande sulla natura del pianeta e non solo.
La sonda è stata intitolata a Giuseppe “Bepi” Colombo, il “Meccanico del cielo”, un brillante matematico, fisico ed ingegnere, nato a Padova nel 1920 e prematuramente scomparso nel 1984. Alain ci racconterà la sua straordinaria carriera e i suoi geniali studi di meccanica celeste rivolti a Mercurio, questo piccolo e misterioso oggetto celeste. Ci illustrerà le caratteristiche principali del pianeta, ma soprattutto gli scopi e le finalità della missione, resa possibile anche dal lavoro del nostro relatore e della sua equipe di Padova, che ha partecipato attivamente alla realizzazione di alcuni, tra i molti strumenti presenti sulla sonda. Sarà una conferenza di altissimo livello condotta da colui che la Rheticus si onora di avere da tanti anni tra le proprie file.

Per la parte osservativa la Luna crescente sarà la protagonista di questa imperdibile serata. Il nostro satellite naturale è un oggetto che non ci stanca mai di ammirare. Osserveremo nel dettaglio, con i telescopi del Centro e a diversi ingrandimenti, i suoi spettacolari crateri e le vaste pianure basaltiche, soprattutto lungo la linea del terminatore, quel confine netto che separa la parte oscura dalla parte illuminata. Ci sarà modo ovviamente di dare un’occhiata anche a molti altri oggetti di un cielo nel quale le costellazioni invernali stanno diventando predominanti, stelle doppie, triple e colorate, ammassi aperti e globulari.

Gli incontri si svolgeranno con qualunque condizione meteo. In merito teniamo a sottolineare che, se non in caso di eccezionale maltempo, l’osservazione visuale e telescopica degli oggetti celesti è quasi sempre possibile, poichè la variabilità della copertura nuvolosa lascia spazio frequente a zone di sereno. Vi invitiamo pertanto a farci visita anche se il meteo non sembra favorevole. Ne vale sempre la pena!

 

Una Supernova è una stella che esplode. L’esplosione di Supernova rappresenta l’ultimo atto, distruttivo e spettacolare, del ciclo evolutivo di stelle molto massive. Durante questa esplosione viene liberata un’energia immensa e la stella diventa così luminosa da splendere più di una intera galassia. Nel periodo di visibilità di un simile “mostro del cielo” viene emessa una quantità di energia pari a quella che il Sole produce in tutta la sua esistenza!

Ma dove e quando avverrà, nella nostra galassia, la prossima, spettacolare, deflagrazione cosmica di questo tipo? Non c’è assolutamente modo di prevederlo. Nella Via Lattea si contano in media una supernova ogni 50 anni e ci sono decine di stelle vecchie e massicce, abbastanza vicine al nostro sistema solare, prossime all’autodistruzione. L’unica certezza, se una supernova esplodesse ad una distanza “ravvicinata” da noi, è che quando questo accadrà, potremmo vedere per diverse settimane o mesi, una stella tanto luminosa da essere visibile anche in pieno giorno e brillante decine di volte il pianeta Venere. Uno spettacolo unico, di rara bellezza, ma che potrebbe anche nascondere insidie letali…

Per la parte osservativa sarà una serata senza Luna che quindi ci consentirà di osservare molti oggetti del profondo cielo anche con lo straordinario ausilio dello strumento principale del Centro, il grande Leviatano da 64 cm. Le costellazioni tipicamente invernali, Auriga, Toro, Balena e Pesci si innalzano ad Est, mentre un po’ più a sud fanno capolino l’inconfondibile sagoma di Orione assieme ai Gemelli. Nel cielo del Toro potremo facilmente scorgere ed osservare al telescopio il bellissimo gruppo delle Pleiadi, mentre allo zenit, in Andromeda, nel Triangolo e in Cefeo, troveremo nebulose, ammassi stellari e bellissime galassie.

Gli incontri si svolgeranno con qualunque condizione meteo. In merito teniamo a sottolineare che, se non in caso di eccezionale maltempo, l’osservazione visuale e telescopica degli oggetti celesti è quasi sempre possibile, poichè la variabilità della copertura nuvolosa lascia spazio frequente a zone di sereno. Vi invitiamo pertanto a farci visita anche se il meteo non sembra favorevole. Ne vale sempre la pena!