Il cielo sopra il feltrino

Foto di Carlo Zanandrea

DSLR con OBIETTIVO 24 mm a f2,8 iso 1600 esp. 15 sec

 

11 gennaio 2020 ore 17:30

SERATA DIVULGATIVA PAROLE, IMMAGINI, RACCONTI

“ALABARDA SPAZIALEEE!”

ASTRONOMIA E CURIOSITÀ SUI MITICI CARTONI ANIMATI GIAPPONESI

Serata divulgativo-informativa sui cartoni animati giapponesi ambientati in tante parti dell’universo conosciuto e fantastico.

Trame, personaggi, avventure, stelle e meraviglie tra fantasy e fantascienza.

La Guida Mazarol Flò racconterà con immagini, canzoni e parole un sacco di curiosità sui fantastici cartoni che hanno colorato la nostra infanzia.

Gli esperti di Rheticus completeranno la serata con informazioni astronomiche, storiche e culturali sulle costellazioni e i miti di stelle e pianeti collegati alle storie fantastiche giapponesi.

 

Dal mistero della materia oscura che rappresenta la maggior parte della massa dell’universo, all’energia oscura che ne sta accelerando la sua espansione, fino al mistero circa le dimensioni dell’universo, il Big Bang, le singolarità nei buchi neri e la natura stessa del tempo! Questi sono solo alcuni dei più grandi misteri che stiamo ancora affrontando come umanità ed in questo spettacolo parleremo di quello che, ora nei primi anni di questo XXI°esimo secolo ci resta ancora da scoprire.
Dai misteri più vicini a noi come l’origine dei campi magnetici planetari e stellari, ai più lontani come il confine ipotetico dell’universo o l’esistenza di civiltà aliene, questo incontro è tutto dedicato alle domande più grandi ed affascinanti che come umanità ci stiamo ponendo in campo astronomico. Si parlerà anche delle innovazioni tecnologiche che il progetto Apollo ha portato nella vita di tutti i giorni.

ADRIAN FARTADE Divulgatore Scientifico e Youtuber

32 anni, laureato in Storia e Filosofia presso l’Università di Siena con un percorso in scienza ed astronomia, si occupa di divulgazione scientifica a partire dal suo canale YouTube “Link4Universe” che conta 230.000 iscritti, oltre che trattando temi di scienza ed astronomia in teatri e festival.
La sua missione è fare appassionare alla conoscenza anche i più restii, con un occhio di riguardo per le nuove generazioni.
Ha all’attivo due libri pubblicati con Rizzoli: “A piedi nudi su Marte, viaggio nel Sistema Solare interno“, uscito nel 2018 e “Su Nettuno piovono diamanti” uscito il 12 marzo 2019.

Si avverte che l’ingresso dell’Aula Magna è sul retro dell’Istituto Colotti, lato nord.
Nelle strade adiacenti all’Istituto vi sono pochi parcheggi, sufficienti al massimo per una cinquantina di auto: si trasmette perciò una mappa con l’ubicazione anche degli altri parcheggi, che distano comunque non più di una decina di minuti a piedi.
Si fa presente che a Feltre di sera anche i parcheggi blu sono gratuiti.

 

Per la prima volta dopo 58 anni il pianeta Urano ha un’altezza sufficiente per poterlo mostrare al telescopio con un ingrandimento sufficiente a scorgerlo in modo apprezzabile. Ricordiamo infatti che il dischetto di Urano è solo un quinto di quello di Saturno o Marte e meno di un decimo di quello di Giove, e quindi per osservarlo in modo significativo occorre superare i 500 ingrandimenti all’oculare, cosa che si può fare solo quando il pianeta è molto alto sull’orizzonte. Una notevole sfida sarà anche quella di scorgere i suoi cinque satelliti principali, Miranda, Ariel, Umbriel, Titania e Oberon. La serata senza la Luna offrirà all’osservazione a occhio nudo lo stupendo cielo di novembre, con ben 11 stelle di prima grandezza visibili a occhio nudo su un totale di 16 visibili dalle nostre latitudini, e al telescopio i gioielli del cielo profondo autunnale, fra cui le Pleiadi, l’Ammasso Doppio di Perseo, la Galassia di Andromeda.
Nella successiva conferenza che si svolgerà al planetario si racconteranno tutte le stranezze che riguardano Urano, a partire dalla storia della sua particolarissima scoperta, per arrivare poi a parlare della sua singolare orbita, che lo fa rotolare come un barile intorno al Sole, e del misterioso volto che presenta al telescopio e alle sonde, del mistero che circonda ancora oggi la natura del suo satellite Miranda, e molto altro ancora.

 

Appuntamento con un fenomeno raro il prossimo 11 novembre al Centro Astronomico di Arson. I transiti di Mercurio sul Sole avvengono in media ogni 13 anni ma, a causa del fatto che non tutti sono visibili in Italia, e delle possibili avverse condizioni meteorologiche, la probabilità di vederne effettivamente uno è molto minore. Di fatto, l’ultimo che è stato possibile osservare a Feltre è avvenuto nel lontano 1973, quando il Gruppo Astrofili Feltrini, antesignano della Rheticus, muoveva i primi passi.
Questo sarà visibile nella prima parte, dalle 13:35, quando il dischetto del pianeta comincerà a intaccare la superficie solare, fino al tramonto del Sole, che avverrà intorno alle 16:30.
Oltre a osservare il transito, sarà possibile osservare le macchie e le facole solari in luce bianca, la cromosfera, i brillamenti e le protuberanze solari in luce di idrogeno.
Sarà anche possibile servirsi dell’ombra prodotta dal proprio corpo per conoscere l’ora, attraverso la meridiana analemmatica ricavata sul piazzale del Grande Telescopio Dobsoniano.
In caso di brutto tempo avrà luogo una conferenza al planetario nella quale verrà spiegato il fenomeno dei transiti dei pianeti interni, Mercurio e Venere, la spiegazione e la dimostrazione del cielo autunnale, con il riferimento alle stelle, alle costellazioni e ai loro miti, e la proiezione di filmati spettacolari a tutta cupola.

 

Le lenti erano note fin dall’antichità: vari oggetti di vetro che sembrano lenti sono stati trovati in diversi siti archeologici, e ne parlano anche vari autori famosi. Ma solo nell’XI secolo, “ufficialmente”, un astronomo arabo fu il primo a utilizzare delle lenti convesse come lenti da ingrandimento.

Alla fine del XIII secolo, a Venezia, cominciò l’applicazione delle lenti convesse come presidi per correggere la presbiopia, e intorno alla metà del XV secolo, a Firenze, comparvero le lenti concave da miopia, che si diffusero in tutta Europa nei cento anni successivi.

Nella seconda metà del Cinquecento vari studiosi inglesi e italiani cominciarono a combinare lenti convesse e concave nel tentativo di potenziarne l’azione, ma fu solo in Olanda, nei primi anni del secolo successivo, che l’invenzione del telescopio diventò realtà.

Poi, nell’autunno del 1609 Galileo, venuto a conoscenza dell’invenzione, la replicò in modo eccellente, costruendosi strumenti sempre più perfezionati, e fu il primo a rivolgere, in modo consapevole, un telescopio verso il cielo e vide ciò che nessuno prima aveva mai visto: le montagne e le valli della Luna, aspetti insoliti e straordinari su Venere, Marte, il Sole, Saturno, e corpi “mai prima veduti dall’inizio del mondo”.

Questa conferenza illustrerà uno degli argomenti più controversi e intriganti della storia della scienza, presentando anche documenti e testimonianze in larga parte conosciuti solo da pochissimi specialisti. Attraverso l’interazione col pubblico, la manipolazione pratica e la sperimentazione con vari tipi di lenti si tenterà di replicare il percorso storico che ha portato all’invenzione del telescopio.

Si provvederà a demistificare il problema epistemologico posto dall’utilizzo di uno strumento del tutto nuovo ai fini dell’indagine scientifica, alla luce delle teorie esistenti all’epoca di Galileo nel campo dell’ottica e dell’astronomia.

Si vedrà infine in che modo l’uso del telescopio e le nuove scoperte celesti andarono a incidere sull’affermazione del sistema copernicano, e sull’abbandono di quello tolemaico, sulla nascita di una nuova fisica e sull’abbandono di quella aristotelica.

Per la parte osservativa sarà una notte illune che ben si presterà all’osservazione degli oggetti del profondo cielo, soprattutto con l’ausilio del Grande Leviatano da 64 cm, recentemente rimesso a nuovo nella parte ottica. Sarà anche l’ultima occasione per quest’anno di osservare il meraviglioso pianeta Saturno. Un’occasione quindi da non perdere!