B 33 (“Nebulosa Testa di Cavallo”) e NGC 2024 (“Nebulosa Fiamma”)
Foto di Cristian Milanese
14 febbraio 2020, somma di 40 pose da 60 secondi
newton 800×200 f4 e DSRL

 

Evento ANNULLATO causa Ordinanza Regionale Coronavirus

 

Sabato 29 febbraio 2020 ore 21 al Centro Astronomico di Feltre

“L’astrofisica dei buchi neri”

Prof.ssa Michela Mapelli (Università di Padova)

Sabato 29 Febbraio al Centro Astronomico di Arson avrà luogo la prima di una serie di approfondimenti legati al misterioso fenomeno dei buchi neri, tornato prepotentemente alla ribalta dopo la storica immagine di quello supermassiccio nel nucleo della galassia M87, rilasciata la scorsa primavera. In questa prima conferenza si parlerà soprattutto della dinamica di formazione dei buchi neri stellari e di come le altrettanto storiche rivelazioni dirette di onde gravitazionali siano state la prima prova diretta, per lungo tempo cercata e sospirata, della loro esistenza. Si parlerà anche di un’altra prossima frontiera, probabilmente raggiungibile a breve, ovvero la rilevazione diretta del buco nero supermassiccio che si annida nel cuore della Via Lattea.

Michela Mapelli è professore associato presso il Dipartimento di Fisica e Astronomia “G. Galilei” dell’Università di Padova, dove tiene attualmente i corsi di Astrofisica delle Onde Gravitazionali al Corso di Dottorato di Astronomia, di Metodi matematici e Numerici al Master di Astrofisica e Cosmologia e di Laboratorio di Fisica Computazionale al Master di Fisica dei Dati, ed è coordinatrice di DEMOBLACK, un gruppo di lavoro internazionale, finanziato dal Consiglio Europeo delle Ricerche, che si occupa delle relazioni fra onde gravitazionali e buchi neri binari.

 

NGC 7789 (Ammasso stellare aperto della “Rosa Bianca”)
Foto di Gabriele Vanin
12 gennaio 2020 (sera), posa singola di 80 secondi
con telescopio ACF da 356 mm a f/5,3 e DSLR a 3200 ISO

 

Falcetto di Luna quasi Nuova con Giove
Foto di Carlo Zanandrea
23 gennaio 2020 (mattina)
DSLR con obiettivo 300mm a f5,6 1/60 di esposizione a iso 840

 

Sabato 15 febbraio 2020 ore 21 al Centro Astronomico di Feltre

“Cosa succede a Betelgeuse?” Serata a cura di Gabriele Vanin.

Il cielo tutti gli anni ci presenta spettacoli meravigliosi, di una bellezza e suggestione rare, ma prevedibili: il succedersi delle costellazioni e delle stelle della stagione, la ricomparsa dei pianeti, l’evolversi delle fasi lunari. Ma talvolta ci stupisce con fenomeni imprevisti e imprevedibili, l’apparizione di una nuova cometa, una pioggia di stelle cadenti inusuale, il verificarsi di un’aurora boreale.

Stavolta è una stella famosa, Betelgeuse, la rossa di Orione, l’Alfa della costellazione, a far molto parlare di sé: improvvisamente, senza alcun preavviso, ha cominciato a indebolirsi, perdendo in poche settimane così tanta luce che si è ridotta ad appena un terzo del suo splendore, cambiando di fatto il volto familiare di questa costellazione tanto famosa.

Si sa da tempo che Betelgeuse, una supergigante rossa, sta per esplodere come supernova. Può essere questo indebolimento il segnale della catastrofe imminente?

Nel tentativo di rispondere a questo interrogativo il relatore esporrà tutto quanto sappiamo su questa stella e sulla categoria a cui appartiene, delineando le probabilità che i nostri tempi possano effettivamente assistere ad un fenomeno che non si verifica più dal 1604.

Betelgeuse è uno splendido astro anche al telescopio e, se sarà sereno, non si mancherà di farlo osservare, prima della conferenza, al pubblico presente (coprirsi adeguatamente!), assieme agli oggetti del profondo cielo della stagione, le Pleiadi, la Nebulosa di Orione, gli ammassi aperti M36, 37 e 38 in Auriga, che verranno contemporaneamente mostrati anche attraverso fotocamere digitali su schermo gigante.

 

M 33 (Galassia del Triangolo)
Foto di Gabriele Vanin
12 gennaio 2020 (sera), posa singola di 80 secondi
con telescopio ACF da 356 mm a f/5,3 e DSLR a 3200 ISO

 

NGC 457 (Ammasso stellare aperto “Civetta”)
Foto di Gabriele Vanin
12 gennaio 2020 (sera), posa singola di 80 secondi
con telescopio ACF da 356 mm a f/5,3 e DSLR a 3200 ISO

 

Meridiane in Valbelluna

Caupo di Seren del Grappa

Foto di Carlo Zanandrea

 

Sabato 25 gennaio 2020 ore 17:30 al Centro Astronomico di Feltre

Alla scoperta delle stelle più vicine” (relatore Gabriele Vanin).

Il cielo di gennaio permette di partire alla scoperta delle stelle più vicine al sistema solare. Si tratta di sei sistemi stellari, tutti visibili a occhio nudo, Sirio, Procione, Epsilon Eridani, Tau Ceti, Keid e 61 Cygni, un campionario ricco di stelle di sequenza principale, subgiganti, nane bianche e rosse. Verranno osservate non solo a occhio nudo ma anche al telescopio e alcune di esse si riveleranno mondi non più singoli, ma doppi e addirittura tripli, con contrasti di colore sorprendenti e affascinanti. Alcuni di questi sono simili al Sole e qualcuno ha addirittura anche dei pianeti all’interno della cosiddetta fascia di abitabilità, e quindi potrebbero ospitare la vita qui, a due passi da casa. Al planetario verrà anche mostrato il sistema di Alfa Centauri che, per la sua posizione troppo meridionale, non è visibile dalle nostre latitudini.

La serata, senza la Luna, permetterà di osservare anche gli oggetti di profondo cielo quali le Pleiadi, l’Ammasso Doppio di Perseo, la Galassia di Andromeda, gli ammassi aperti in Cassiopea e il pianeta Urano.

Infine, sarà possibile osservare ben due spettacolari passaggi della Stazione Spaziale Internazionale.