Il 10 aprile scorso è stato annunciato lo storico risultato ottenuto dall’Event Horizon Telescope, una rete globale di radiotelescopi che ha operato utilizzando l’intero diametro della Terra, quasi 13 000 km, come se fosse un unico enorme obiettivo fotografico, capace di risolvere il profilo dell’orizzonte degli eventi del gigantesco buco nero che si trova nel cuore della galassia M 87, distante 55 milioni di anni luce. Nella conferenza, tenuta da Gabriele Vanin, direttore del Centro Astronomico, si spiegherà la portata scientifica di questa scoperta, una delle principali in campo scientifico degli ultimi decenni, utilizzando fra l’altro, per la prima volta al Centro, spettacolari simulazioni a tutta cupola della dinamica di formazione e della natura dei buchi neri supermassicci.

Se la serata sarà caratterizzata da tempo sereno, sarà anche possibile osservare direttamente la galassia sede del buco nero in questione, oltre ad altri oggetti di profondo cielo.

Inoltre potremo assistere ad una straordinaria parata di passaggi di stazioni spaziali e satelliti artificiali: per ben due volte passerà la luminosissima Stazione Spaziale Internazionale, poi la Stazione Spaziale Cinese, la Tiangong 2, infine i satelliti Terra, Mayak, CZ-4C R/B, frammenti dei Cosmos 2297, 2263, e molti altri.

 

Sabato 11 maggio 2019 ore 21 al Centro Astronomico di Arson

La Luna in alta risoluzione

Quarto e ultimo appuntamento dell’osservazione in alta risoluzione della Luna. Per la prima volta quest’anno sarà visibile la zona di sbarco dell’Apollo 11. Sarà possibile osservare direttamente la Luna al telescopio e anche assistere alla videoproiezione ad alto ingrandimento di tutti i minuti particolari visibili in questa fase, con spiegazioni dettagliate sull’origine e la natura dei vari crateri, circhi, catene montuose, regioni vulcaniche e bacini lavici.

Oltre alla Luna, sarà possibile osservare anche le stelle doppie, triple e quadruple della stagione, oltre alle spettacolari stelle colorate del cielo di primavera.

Al planetario avrà luogo anche una conferenza celebrativa della missione Apollo 10, che esattamente 50 anni fa, nel maggio 1969, portò tre uomini a sorvolare la Luna e due uomini a manovrare il LEM fino a condurlo a pochi chilometri sopra la superficie lunare, preparando il terreno alla più famosa missione dell’Apollo 11, che due mesi dopo portò i primi uomini a camminare sul nostro satellite.

In caso di maltempo verranno mostrati al planetario video e immagini delle stesse regioni acquisite con i strumenti del Centro nei mesi precedenti. In tutti i casi seguirà l’illustrazione al planetario del cielo visibile nel mese di maggio, con proiezione anche di nuovi e spettacolari filmati a tutta cupola.

 

Sabato 27 aprile 2019 ore 21 presso il Centro Astronomico di Arson

LOLA MONTEZ SCANDALOSA AVVENTURIERA DELL’OTTOCENTO relatrice Milena Zucco

Di lei si è perso il ricordo, ma è stata una delle cortigiane più famose d’Europa a cavallo di metà Ottocento. Molto chiacchierata per i suoi atteggiamenti fin troppo disinvolti, ha scandalizzato praticamente tutto il mondo in piena epoca vittoriana.

Un’eco di Lola Montez è arrivata anche nel Feltrino, ma è la piacevole sorpresa riservata alla fine della serata.

Se il tempo sarà bello, si potranno osservare anche gli oggetti del profondo cielo di primavera, soprattutto le galassie nella Vergine e nella Chioma di Berenice, ma anche spettacolari stelle doppie e multiple, e stelle dai colori vivissimi, azzurre e rosse.

Avrà luogo anche l’illustrazione delle stelle e delle costellazioni visibili nel periodo, all’aperto, in caso di bel tempo, al planetario in caso di cielo coperto.

 

Terzo appuntamento dell’osservazione in alta risoluzione della Luna, che ha avuto uno straordinario successo di pubblico nelle precedenti due occasioni, in febbraio e marzo, confermando la grande attrattiva che il nostro satellite esercita ancora presso il grande pubblico. La regione visibile in questa serata sarà ovviamente diversa rispetto a quella delle due serate precedenti, con particolare focus sulle parti orientali del Mare delle Piogge e dell’Oceano delle Tempeste. Sarà possibile osservare direttamente la Luna al telescopio e anche assistere alla videoproiezione ad alto ingrandimento di tutti i minuti particolari visibili in questa fase, con spiegazioni dettagliate sull’origine e la natura dei vari crateri, circhi, catene montuose, regioni vulcaniche e bacini lavici.
Oltre alla Luna, sarà possibile osservare anche le stelle doppie, triple e quadruple della stagione, oltre alle spettacolari stelle colorate del cielo di primavera.
In caso di maltempo verranno mostrati al planetario video e immagini delle stesse regioni acquisite con i strumenti del Centro nei mesi precedenti. In tutti i casi seguirà l’illustrazione al planetario del cielo visibile nel mese di aprile, con proiezione anche di nuovi e spettacolari filmati a tutta cupola.

 

 

Il terzo appuntamento del 2019 dedicato all’archeologia dall’Associazione Rheticus vede di scena l’antichissima sepoltura, risalente a 14 000 anni fa (Paleolitico Superiore) del cosiddetto Uomo di Val Rosna, rinvenuto nel 1987 nel riparo Villabruna in comune di Sovramonte.

A parlare di questo reperto eccezionale per tutta la storia del popolamento paleolitico delle Alpi in età preistorica, sarà proprio l’autore del ritrovamento in persona, Aldo Villabruna, attivo nel campo degli studi preistorici fin dai primi anni Settanta e, assieme all’amico Carlo Mondini, scopritore di quasi tutte le frequentazioni e gli insediamenti preistorici del Bellunese. Autore di importanti monografie scientifiche, Villabruna ha partecipato a numerose campagne di scavo promosse dalla Soprintendenza Archeologica del Veneto, dall’Università di Ferrara e dal Museo Civico di Belluno.

 

Il primo appuntamento dell’osservazione in alta risoluzione della Luna, il 16 febbraio scorso, ha avuto pieno successo, con tempo splendido e molti visitatori che hanno potuto apprezzare l’osservazione in diretta del nostro satellite, sia direttamente attraverso i telescopi, sia con la proiezione commentata attraverso la telecamera, con ingrandimento di ben 315 volte! In questa occasione la zona visibile sarà un po’ più ricca di particolari rispetto a quella del mese precedente: saranno visibili fra l’altro lo splendido Mare delle Piogge, con le catene montuose degli Appennini, delle Alpi e del Giura, il cratere Copernico, il più spettacolare della Luna, il mare delle Nubi, il cratere Clavio, il più grande della superficie lunare e molto articolato, le zone di sbarco degli Apollo 12 e 14.

Anche in questo caso verrà allestita per i visitatori la postazione dove sarà possibile assistere alla proiezione video di quanto inquadrato al telescopio.

Oltre alla Luna, sarà possibile osservare anche le stelle doppie, triple e quadruple della stagione, oltre alle spettacolari stelle colorate del cielo di inizio primavera.

In caso di maltempo verranno mostrati al planetario video e immagini delle stesse regioni acquisite con i strumenti del Centro nei mesi precedenti.

Dopo l’osservazione al planetario avrà luogo la celebrazione e il ricordo, con spettacolari immagini e filmati, della missione Apollo 9, che 50 anni fa esatti spianò la strada al successo dell’Apollo 11, oltre al consueto spettacolo, con la proiezione del cielo notturno e spettacolari filmati a tutta cupola.

Gli incontri si svolgeranno con qualunque condizione meteo. In merito teniamo a sottolineare che, se non in caso di eccezionale maltempo, l’osservazione visuale e telescopica degli oggetti celesti è quasi sempre possibile, poichè la variabilità della copertura nuvolosa lascia spazio frequente a zone di sereno. Vi invitiamo pertanto a farci visita anche se il meteo non sembra favorevole. Ne vale sempre la pena!

 

Sabato 2 marzo, alle ore 21, torna di scena l’archeologia preistorica al Centro Astronomico di Arson. Si parlerà di Valmo, l’Uomo di Mondeval, la località cadorina teatro del ritrovamento dello scheletro di un cacciatore preistorico, che costituisce l’unica sepoltura mesolitica situata ad alta quota (2150 m). Dalla data del ritrovamento, il 1985, sono state effettuate quindici campagne di scavo che hanno portato alla luce importantissime testimonianze, fra cui un completo corredo funerario, risalenti a oltre 8000 anni fa, che hanno ampliato moltissimo le conoscenze paleontologiche relative a quel periodo. A parlarne sarà Corrado Chierzi, di Belluno, addetto alla ricerca di fossili e minerali nell’ambito della Commissione di esperti istituita, alla fine degli anni 70, in vista dell’apertura del costituendo Museo della Val Fiorentina, socio fondatore e collaboratore del Museo (oggi Museo Vittorino Cazzetta, scopritore del sito di Valmo), dalla sua apertura, avvenuta nel 1982, autore di importanti ricerche di superficie in campo archeologico in vari siti del Bellunese.

Come di consueto, se il tempo sarà favorevole, si potrà osservare il cielo con i potenti telescopi del centro, e si potranno comunque apprezzare le bellezze del firmamento attraverso la spettacolare proiezione al planetario.

 

Nell’anno della ricorrenza del 50° anniversario dello sbarco sulla Luna la Rheticus inizia le celebrazioni invitando il pubblico alla prima di una serie di spettacolari osservazioni del nostro satellite al telescopio. Il 16 febbraio, il 16 marzo, il 13 aprile, l’11 maggio 2019 saranno le date in cui la Luna sarà nella migliore posizione possibile, molto alta in cielo. In queste condizioni sarà possibile osservarla ad altissima risoluzione, con i massimi ingrandimenti che i potenti telescopi del Centro Astronomico possono offrire. Sarà davvero possibile di immaginare di star passeggiando sulla Luna. Di volta in volta saranno visibili regioni diverse e anche le zone dove sono sbarcate le varie missioni Apollo.
Sabato 16 febbraio sarà ben visibile quasi tutto l’Oceano delle Tempeste, teatro dello sbarco degli Apollo 12 e 14, compresa la sua parte occidentale, solitamente la meno osservata e conosciuta dagli osservatori terrestri.
Oltre a poter osservare direttamente, verrà allestita per i visitatori anche una postazione dove sarà possibile in contemporanea assistere, con una camera planetaria, alla proiezione video di quanto inquadrato al telescopio.
Oltre alla Luna, sarà possibile osservare anche le stelle doppie, triple e quadruple della stagione, oltre alle spettacolari stelle colorate del cielo invernale.
In caso di maltempo verranno mostrati al planetario video e immagini delle stesse regioni acquisite con i strumenti del Centro nei mesi precedenti.
Dopo l’osservazione avverrà il consueto spettacolo al planetario, con la proiezione del cielo notturno e spettacolari filmati a tutta cupola, durante il quale verrà posto particolare rilievo ai fenomeni ai quali il nostro satellite dà luogo in cielo, fasi lunari, luce cinerea, eclissi, ecc.

 

La prof.ssa Pedrotti, docente di Preistoria e Protostoria presso l’Università di Trento e profonda conoscitrice di tutte le problematiche riguardanti uno dei più sensazionali ritrovamenti archeologici a livello mondiale degli ultimi anni, dopo una breve introduzione storica sulle circostanze del ritrovamento e sulle scoperte scientifiche emerse via via negli anni, tratterà soprattutto delle più recenti ipotesi ed evidenze emerse negli ultimi tempi sul vestiario e sulle abitudini di Ötzi, sul suo patrimonio genetico, sulle circostanze della morte, perfino sul suo stato di salute, e molto altro ancora.

 

VENERDI’ 4 GENNAIO 2019 ore 21 al Centro Astronomico della Rheticus

“LA’ DOVE NESSUNO E’ MAI GIUNTO PRIMA: LA NEW HORIZONS ESPLORA ULTIMA THULE” relatore Gabriele Vanin (Ass.Rheticus)

Un’isola leggendaria situata in una remota zona del nord della Terra: si tratta di Thule, citata per la prima volta dal geografo greco Pitea nel IV secolo a.C., il cui mito si è poi accresciuto nella tarda antichità e nel medioevo. Diventata nell’immaginario collettivo il simbolo di un luogo estremamente lontano, ai confini del mondo, Thule ora conquista lo spazio grazie a New Horizons. Ultima Thule, infatti, è il nome provvisorio che gli scienziati della missione hanno scelto per designare 2014 Mu69, l’oggetto della Fascia di Kuiper (Kbo) che la sonda della Nasa ha raggiunto in tempo per festeggiare il capodanno del 2019. New Horizons sta realizzando la più lontana esplorazione di un corpo celeste mai effettuata prima, in un mondo oscuro dove nessuno è mai giunto prima…

La conferenza verrà preceduta dall’osservazione visuale dei più bei oggetti del cielo invernale con i telescopi del Centro Astronomico. Si raccomanda un abbigliamento adeguato a questo clima rigido e pungente. La conferenza in planetario si svolgerà in un ambiente adeguatamente riscaldato.

Gli incontri si svolgeranno con qualunque condizione meteo. In merito teniamo a sottolineare che, se non in caso di eccezionale maltempo, l’osservazione visuale e telescopica degli oggetti celesti è quasi sempre possibile, poichè la variabilità della copertura nuvolosa lascia spazio frequente a zone di sereno. Vi invitiamo pertanto a farci visita anche se il meteo non sembra favorevole. Ne vale sempre la pena!