Venerdì 27 luglio potremo ammirare assieme uno spettacolo astronomico formidabile, un’eclissi totale di Luna che avrà una durata di ben un’ora e 43 minuti. Sarà la più lunga dell’intero XXI secolo. Il nostro satellite si troverà in opposizione al Sole nella fase di Luna piena – condizione necessaria affinché si verifichi una eclissi – restando così oscurata dal cono d’ombra della Terra. La peculiare posizione dei corpi celesti, la vicinanza all’apogeo (massima distanza dalla Terra), una magnitudine dell’eclisse di ben 1.612 e soprattutto la centralità all’interno dell’ombra, regalerà lungamente al nostro satellite un intenso colore rosso-arancione. Un fenomeno noto anche col nome di “Luna di sangue” che, al culmine del fenomeno, potrebbe far scomparire il nostro satellite dal cielo!

La fase totale avverrà tra le 21:30 e le 23:14, circa 103 minuti imperdibili per tutti gli appassionati di fenomeni celesti. Uno spettacolo indimenticabile.

 

In attesa di Marte, il protagonista indiscusso delle prossime notti estive, e dopo il nostro ravvicinato sorvolo su Giove del 9 Giugno scorso a Starson, proseguiamo assieme il viaggio tra i pianeti del Sistema Solare visibili in questo periodo. Il prossimo incontro sarà con Saturno, un vero spettacolo della natura. Mentre ad occhio nudo il Signore degli anelli si presenta con una luminosità inferiore a quella di Giove e con un colore leggermente più giallastro, al telescopio mostra una visione assolutamente mozzafiato: infatti non basta sapere che Saturno è circondato dagli anelli, ma è decisamente un altro conto vederli con i propri occhi. A detta di molti, è questa la visione telescopica di gran lunga più affascinante!

Se l’ingrandimento è basso, il pianeta lo osserveremo immerso nel campo stellare e con le lune più luminose. Aumentando gli ingrandimenti, scopriremo sul pianeta l’aspetto a bande parallele all’equatore, mentre sugli anelli riconosceremo facilmente le principali divisioni. I più luminosi satelliti, Titano, Rea, Teti e Dione, saranno individuati senza problemi e con un po’ di attenzione forse anche qualche altro meno luminoso.

Prima dell’osservazione, in attesa del buio, Gabriele ci illustrerà le caratteristiche di questo meraviglioso corpo celeste, osservato per la prima volta al cannocchiale da Galileo senza che la sua vera natura di pianeta inanellato venisse svelata. Immagini spettacolari e filmati ripresi dalle sonde spaziali illustreranno al meglio questo imperdibile appuntamento.

L’incontro si svolgerà con qualunque condizione meteo.

 

Il termine “murale” indica una pittura fatta direttamente sul muro; deriva infatti dalla parola latina murus, che vuol dire, appunto, muro. La pittura murale può essere realizzata con varie tecniche: l’affresco, ad esempio, una delle tecniche pittoriche più antiche e diffuse, realizzato dipingendo su un intonaco composto prevalentemente di calce spenta e sabbia, appena steso ed ancora fresco. Oppure il graffito, un disegno o un iscrizione incisa direttamente sulla parete o la pittura a secco, che, a differenza dell’affresco, viene eseguita sulla parete o sull’intonaco in questo caso asciutti.

Giovanni Sogne, uno dei più esperti e rinomati artisti “murali” della nostra provincia, ci parlerà appunto di queste tecniche di decorazione più tradizionali (vanto della nostra storia dell’arte) che, nonostante tutto il mondo ci invidi, non vengono più insegnate nelle accademie. Inoltre ci darà dei consigli sui procedimenti da seguire e sui prodotti da usare, nonchè qualche spunto per chi volesse cimentarsi nella realizzazione di decorazioni sia all’interno che all’esterno della propria abitazione.

Dal punto di vista osservativo sarà una serata dominata dall’affascinante presenza del nostro satellite, la Luna, che si appresta tra qualche giorno a diventare piena. Usando dei filtri neutri per schermarla potrà essere osservata e pienamente apprezzata con gli strumenti del Centro. Non sarà possibile osservare oggetti deboli, ma stelle doppie, multiple e colorate, nonchè Giove, il gigante gassoso. Con i telescopi e gli oculari ad alto ingrandimento avremo modo di osservarne i dettagli superficiali e in quale configurazione si trovano i suoi satelliti più luminosi. Potremo osservare visualmente anche una bella congiunzione tra il nostro satellite, il brillante Giove e la stella Zubenelgenubi (Alfa Librae).

L’incontro si svolgerà con qualunque condizione meteo.

 

Giove, il gigante gassoso, il quarto oggetto più brillante del cielo, dopo il Sole, la Luna e Venere, si trova nel periodo migliore di osservabilità. La serata sarà quindi interamente dedicata al più grande dei pianeti del sistema solare. L’osservazione telescopica, in attesa del buio, sarà preceduta da una conferenza che illustrerà nei dettagli le caratteristiche di questo straordinario corpo celeste, osservato al cannocchiale per la prima volta da Galileo nel 1610. Spettacolari immagini e filmati renderanno pieno merito alla bellezza di questo pianeta e alle sue quattro principali lune, Io, Europa, Ganimede e Callisto, ognuna delle quali presenta delle caratteristiche estremamente peculiari.

Al termine della conferenza, confidando in un buon seeing, l’osservazione di Giove sarà proposta con tutti gli strumenti a disposizione del Centro e ad ingrandimenti diversi. In particolare ammireremo l’aspetto a “bande” chiare e scure, caratteristica dell’atmosfera del pianeta dovuta ai moti ascendenti e discendenti che compongono la sua densa atmosfera e andremo a scoprire come sono disposti visualmente i quattro satelliti galileiani, che si mostrano come piccoli puntini bianchi che danzano da un lato all’altro del pianeta sulla linea dell’equatore creando spettacolari configurazioni. Qualche minuto prima delle 22 avremo modo di assistere all’occultazione del satellite Io da parte del pianeta-madre e contemporaneamente, da ovest verso sud, al passaggio della Stazione Spaziale che andrà a spegnersi sotto il protagonista di questa nostra splendida serata.

L’incontro si svolgerà con qualunque condizione meteo.

 

Ci sono animali che, per loro sfortuna, entrano nella mitologia, o nelle trame di fiabe, libri o film, come figure ‘negative’ e questo ruolo che gli impongono di interpretare finisce per essere confuso con la loro vera identità. Tra questi non possiamo che citare il Lupo, il canide di cui tutti hanno paura, dipinto come ‘ammazza uomini’ e associato spesso ad eventi negativi. Nella realtà il lupo cattivo esiste solo nelle fiabe. E’ un predatore da rispettare, che vanta un passato da protagonista delle mitologie di tutto il mondo. In Italia il Lupo è ormai una presenza stabile: oggi infatti la popolazione è dieci volte superiore rispetto a 40 anni fa, quando era ad un passo dall’estinzione. Tranquilli, non rischiamo di incontrarlo durante la prossima gita in montagna: fiuta la nostra presenza a più di un km di distanza e poi ha imparato a sue spese che dagli umani è meglio stare alla larga… Però, certo, mangia le pecore e può anche attaccare le stalle: e infatti non tutti sono contenti di rivederlo.

Ma chi è il lupo e perché contro questo bellissimo animale si è scatenato un clima di odio, una vera e propria guerra fatta di lacci, trappole, bocconi avvelenati e piombo dei fucili? A cosa è dovuta questa disinformazione di chi crede che la convivenza uomo-lupo sia impossibile? A queste domande risponderà, con la sua inimitabile maniera, Flora Rossi, Guida Naturalistico-ambientale regionale e Educatrice Ambientale, Presidente della Cooperativa Mazarol e amica di lungo corso della Rheticus.

Dopo la conferenza si faranno vedere le stelle e le costellazioni principali del mese di Maggio, a occhio nudo, indicandole col laser. La luce della Luna crescente non sarà tale da disturbare l’osservazione al telescopio degli oggetti più interessanti del profondo cielo, come le galassie nel Leone e nell’Orsa Maggiore, o gli ammassi aperti nell’Auriga, nella Poppa, nel Cancro e nei Cani da Caccia. Anche Giove, il gigante gassoso, farà parte del menù della serata, con le sue bande colorate e i quattro satelliti galileiani.

 

Della natura delle galassie abbiamo frequentemente parlato anche in questa sede. Sono enormi insiemi che contengono miliardi di stelle, pianeti, gas cosmici e tanto altro. Tutto ciò comporta un’enorme massa, e più massa ha un corpo, più forte è la sua gravità. Ed è proprio questa forza che, ad un certo punto, può provocare l’attrazione tra due galassie e la loro eventuale collisione. L’interazione (termine alquanto più realistico) tra galassie è un fenomeno frequente nell’universo, specie all’interno degli ammassi di galassie. Quando due oggetti di queste dimensioni sono abbastanza vicini da risentire del reciproco campo gravitazionale, incominciano ad orbitare l’uno intorno all’altro, accelerando e deformandosi per effetto “mareale”.

Nel corso di questa interazione non dobbiamo immaginare dei veri e propri scontri fra stella e stella, piuttosto un lentissimo e spettacolare “abbraccio cosmico”, una fusione della durata di centinaia di milioni di anni. Data la piccolissima percentuale dello spazio occupato da massa sotto forma di stelle, gli scontri saranno rarissimi, e se abitassimo su un ipotetico pianeta attorno a una stellina di una delle due galassie, non ci accorgeremmo neppure di questo straordinario fenomeno, se non per lo spettacolo pirotecnico di vedere così vicina una seconda galassia con tutti i suoi colori e i suoi corpi celesti. Video e spettacolari immagini sulla cupola del planetario ci consentiranno di apprezzare appieno tutto ciò.

Per la parte osservativa, dopo la conferenza, in assenza di Luna, sarà questa la serata più adatta per mostrare gli oggetti celesti più interessanti del mese. Vi faremo vedere le stelle e le costellazioni principali di Maggio, indicandole col laser, e poi inquadreremo al telescopio gli oggetti più spettacolari, come la Galassia Sigaro nell’Orsa Maggiore e la Galassia Occhio Nero nella Chioma di Berenice, gli ammassi globulari M 3 nei cani da caccia e M 5 nel Serpente, stelle doppie e tanto altro ancora.

L’incontro si svolgerà con qualunque condizione meteo.

Ricordiamo che sono aperte le iscrizioni e i rinnovi per il 2018 all’associazione Rheticus. Questo tuo contributo ci darà modo di proseguire nella nostra opera di divulgazione e ricerca. Tutte le info sul sito.

 

 

Fino a poco tempo fa (e per certi aspetti ancor oggi), la gente era portata a vedere in tutto quello che succedeva segni misteriosi che bisognava interpretare perché provenienti da forze lontane, arcane e profonde, che incutevano timore.

Il filò coi sgrisolói narra di paure e di superstizioni non ancora sopite, attraverso storie da brivido realmente accadute nei nostri paesi e filtrate dalla memoria di chi racconta.

Vi chiederemo insomma di mettere da parte le vostre ataviche paure e ascoltare nel buio questi racconti da brivido. Se solo ne avrete il coraggio…

Per la parte osservativa la Luna quasi piena sarà la protagonista indiscussa di questa magica e misteriosa serata. Con l’ausilio di opportuni filtri atti a mitigare la forte luminosità del satellite avremo modo di scrutare in dettaglio i particolari della sua superficie, mostrando strutture apprezzabili e non visibili in altre fasi. Non mancheremo inoltre di ammirare le più belle stelle doppie, multiple e colorate che appartengono al cielo di questo periodo.

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Per Dante l’astronomia rappresenta la più alta tra le scienze umane e la sua poesia è trapunta di stelle.
Lo si evince molto chiaramente dalla lettura del suo capolavoro, la Divina Commedia, all’interno del quale non mancano i riferimenti astronomici, presenti in tutte le cantiche.
Non a caso Inferno, Purgatorio e Paradiso si concludono tutti con la parola stelle… “e quindi uscimmo a riveder le stelle”…”puro e disposto a salire alle stelle”…”L’amor che move il sole e l’altre stelle”.
Il suo sguardo verso il cielo non è però soltanto quello di un sommo poeta, ma è anche quello di un appassionato della scienza di Urania. L’astronomia della Divina Commedia è basata sull’astronomia tolemaica, universalmente accettata nel Medio Evo e Dante dimostra di possederne ampie e rigorose conoscenze che nel corso di questa interessantissima conferenza Gabriele andrà ad illustrare in dettaglio. Attraverso l’uso del planetario e osservando immobili i moti apparenti degli astri, ci ritroveremo di fatto nel sistema di Tolomeo e questo per l’astronomia di Dante va benissimo.
Una curiosità: quando Dante scrivendo la Commedia guardava le stelle, di sicuro le vedeva sfuocate, a causa di una miopia progressiva causata dallo stare sempre chino su carte e manoscritti. Guardare le stelle, per lui, era una sorta di prescrizione medica, gli serviva per allenare l’occhio e riposarlo dalla lettura. È lui stesso a dircelo, nella Vita Nova…
Per la parte osservativa, approfittando della serata illune, non mancheremo di apprezzare le costellazioni invernali che oramai si avviano a tramontare, lasciando il posto al cielo primaverile. Tanti sono i possibili target di profondo cielo che potremo osservare in condizioni favorevoli, facendo un vero e proprio excursus su vari tipi di oggetti: ammassi aperti (ammasso aperto del Presepe, M44, nel Cancro); ammassi globulari (M3, nei Cani da Caccia); galassie (M81 e M82 in Orsa Maggiore, NGC 4565 nella Chioma di Berenice).

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Immaginatevi ammassi di stelle, gas e polveri che ruotano intorno ad un nucleo galattico – dove è localizzato il centro di massa – con velocità differenti a seconda di quanto sono vicini al nucleo. Immaginatevi ora, col trascorrere di un tempo infinitamente lungo, una rotazione differenziale degli ammassi, più veloce nelle parti vicine al nucleo più lenta nelle parti esterne, che li allunga e li piega, trasformandoli in bracci avvolti a spirale attorno al nucleo della galassia. Questa meravigliosa “girandola” ha creato uno tra gli oggetti più belli dell’Universo!

La nostra Via Lattea, è proprio questo, una GALASSIA A SPIRALE, e noi viviamo in uno dei bracci di questa meraviglioso condominio di stelle. In base a come il disco della galassia è inclinato rispetto all’osservatore essa può essere vista in tutto il suo splendore di fronte, inclinata o di taglio.

Ma come si sviluppa la dinamica dei bracci a spirale e in che modo possono sopravvivere per miliardi di anni senza attorcigliarsi inestricabilmente intorno al nucleo galattico? Cosa li mantiene prominenti e distinti? E’ uno dei molteplici interrogativi ai quali daremo una risposta, attraverso spettacolari immagini e soprattutto con delle esplicative simulazioni video sulla cupola del Planetario.

La mancanza della Luna ci consentirà di osservare, prima della conferenza in Planetario, con i telescopi del Centro, le più belle galassie del profondo cielo di questo periodo. Useremo soprattutto il nostro strumento principe, il Grande Leviatano da 64 cm, che ci consentirà di scrutare nel buio siderale le spirali nel Leone, quelle nell’Orsa maggiore (M81 e M82 e la galassia Girandola), la Sombrero nella Vergine, una delle più belle e suggestive del cielo, e le spirali nella Chioma di Berenice (la galassia Ago ed Occhio nero).

 

L’incontro si svolgerà con qualunque condizione meteo. Si raccomanda la puntualità e naturalmente un abbigliamento consono alle temperature di questo periodo.

Ricordiamo che sono aperte le iscrizioni e i rinnovi per il 2018 all’associazione Rheticus. Questo tuo contributo ci darà modo di proseguire nella nostra opera di divulgazione e ricerca. Tutte le info sul sito.

 

 

 

Partendo dalle suggestioni relative alla famosa canzone del 1971 del cantautore statunitense Donald McLean, Vincent, dedicata al grande pittore, Gabriele passerà inizialmente in rassegna le tappe fondamentali della sfortunata breve vita e della formazione artistica di Vincent Van Gogh, per poi concentrarsi sulle opere nelle quali l’artista nederlandese dipinse il cielo stellato, Notte stellata, Notte stellata sul rodano, Cipressi, Strada con cipressi e cielo stellato, Paesaggio serale con Luna sorgente, Casa bianca di notte, Terrazza del caffè la sera, Place du Forum, Arles, mostrando come la tematica astronomica, lungi dall’essere un semplice contorno paesaggistico, o un espediente narrativo, è per Van Gogh parte integrante della sua poetica artistica, ritagliata fra l’altro da riscontri reali. Le simulazioni al planetario mostreranno infatti agli spettatori come le notti stellate raffigurate da Vincent, la sua Luna, i suoi pianeti, le sue stelle, furono davvero sopra l’orizzonte in quelle posizioni nel momento della realizzazione dei dipinti, remoti ma attendibili modelli per la sua arte, muti ma eterni testimoni del suo genio immortale.

Dal punto di vista osservativo sarà una serata magica, di plenilunio, con il cielo d’inverno illuminato splendidamente dal nostro satellite. Non sarà quindi possibile osservare oggetti deboli, ma stelle doppie, multiple e luminose verranno mostrate nella prima parte della serata al telescopio, e la Luna, usando filtri neutri per schermarla, potrà essere ugualmente osservata con gli strumenti del Centro.

L’incontro si svolgerà con qualunque condizione meteo. Si raccomanda la puntualità e naturalmente un abbigliamento consono alle rigide temperature di questo periodo.

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