Si parlerà degli asteroidi geosecanti, ovvero di quegli asteroidi che possono scontrarsi con il nostro pianeta, arrecando vari tipi di danni, dal disastro locale alla catastrofe globale e addirittura alle estinzioni in massa, come già più volte è capitato nella storia del nostro pianeta. Si passerà in rassegna il lavoro di ricerca fatto da vari osservatori astronomici, in questi anni, per monitorare le migliaia di asteroidi che possono trasformarsi in potenziali impattatori, si parlerà dell’enorme lavoro che c’è ancora da fare in questo campo per mettersi del tutto al sicuro da questa possibile minaccia e si vedrà quali mezzi l’umanità può escogitare per evitare un futuro urto con un corpo lanciato a folle velocità contro il nostro pianeta. Leggi il resto…

 

Torna il teatro scientifico al Centro Astronomico di Feltre. Questa volta è di scena un divertente monologo di Gabriele Vanin sulla famosa bufala lunare, ovvero sulla strampalata ipotesi complottista che 50 anni fa gli americani non siano sbarcati sulla Luna, ma abbiano solo fatto finta. Anche se non sono molti quelli che credono a questa teoria, almeno nel nostro Paese, tuttavia una buona parte dell’opinione pubblica, incredibilmente, ha dei dubbi e quindi questa sarà un’occasione preziosa per chiarirsi le idee e magari anche sorridere della propria credulità e contribuire ad affinare il proprio spirito critico e l’atteggiamento scettico di ciascuno di noi.

Sarà anche un’opportunità di discutere di teoria dell’informazione, ruolo dei mass media e psicologia delle masse, sempre col sorriso sulle labbra e la battuta pronta, e di parlare di alcuni fondamentali aspetti della missione Apollo 11, in vista della rievocazione del primo sbarco lunare che celebreremo il prossimo mese.

Se sarà bel tempo sarà possibile anche osservare con i telescopi del Centro una splendida Luna, e i pianeti Mercurio e Giove con i suoi satelliti.

 

Il 10 aprile scorso è stato annunciato lo storico risultato ottenuto dall’Event Horizon Telescope, una rete globale di radiotelescopi che ha operato utilizzando l’intero diametro della Terra, quasi 13 000 km, come se fosse un unico enorme obiettivo fotografico, capace di risolvere il profilo dell’orizzonte degli eventi del gigantesco buco nero che si trova nel cuore della galassia M 87, distante 55 milioni di anni luce. Nella conferenza, tenuta da Gabriele Vanin, direttore del Centro Astronomico, si spiegherà la portata scientifica di questa scoperta, una delle principali in campo scientifico degli ultimi decenni, utilizzando fra l’altro, per la prima volta al Centro, spettacolari simulazioni a tutta cupola della dinamica di formazione e della natura dei buchi neri supermassicci.

Se la serata sarà caratterizzata da tempo sereno, sarà anche possibile osservare direttamente la galassia sede del buco nero in questione, oltre ad altri oggetti di profondo cielo.

Inoltre potremo assistere ad una straordinaria parata di passaggi di stazioni spaziali e satelliti artificiali: per ben due volte passerà la luminosissima Stazione Spaziale Internazionale, poi la Stazione Spaziale Cinese, la Tiangong 2, infine i satelliti Terra, Mayak, CZ-4C R/B, frammenti dei Cosmos 2297, 2263, e molti altri.

 

Sabato 11 maggio 2019 ore 21 al Centro Astronomico di Arson

La Luna in alta risoluzione

Quarto e ultimo appuntamento dell’osservazione in alta risoluzione della Luna. Per la prima volta quest’anno sarà visibile la zona di sbarco dell’Apollo 11. Sarà possibile osservare direttamente la Luna al telescopio e anche assistere alla videoproiezione ad alto ingrandimento di tutti i minuti particolari visibili in questa fase, con spiegazioni dettagliate sull’origine e la natura dei vari crateri, circhi, catene montuose, regioni vulcaniche e bacini lavici.

Oltre alla Luna, sarà possibile osservare anche le stelle doppie, triple e quadruple della stagione, oltre alle spettacolari stelle colorate del cielo di primavera.

Al planetario avrà luogo anche una conferenza celebrativa della missione Apollo 10, che esattamente 50 anni fa, nel maggio 1969, portò tre uomini a sorvolare la Luna e due uomini a manovrare il LEM fino a condurlo a pochi chilometri sopra la superficie lunare, preparando il terreno alla più famosa missione dell’Apollo 11, che due mesi dopo portò i primi uomini a camminare sul nostro satellite.

In caso di maltempo verranno mostrati al planetario video e immagini delle stesse regioni acquisite con i strumenti del Centro nei mesi precedenti. In tutti i casi seguirà l’illustrazione al planetario del cielo visibile nel mese di maggio, con proiezione anche di nuovi e spettacolari filmati a tutta cupola.

 

Sabato 27 aprile 2019 ore 21 presso il Centro Astronomico di Arson

LOLA MONTEZ SCANDALOSA AVVENTURIERA DELL’OTTOCENTO relatrice Milena Zucco

Di lei si è perso il ricordo, ma è stata una delle cortigiane più famose d’Europa a cavallo di metà Ottocento. Molto chiacchierata per i suoi atteggiamenti fin troppo disinvolti, ha scandalizzato praticamente tutto il mondo in piena epoca vittoriana.

Un’eco di Lola Montez è arrivata anche nel Feltrino, ma è la piacevole sorpresa riservata alla fine della serata.

Se il tempo sarà bello, si potranno osservare anche gli oggetti del profondo cielo di primavera, soprattutto le galassie nella Vergine e nella Chioma di Berenice, ma anche spettacolari stelle doppie e multiple, e stelle dai colori vivissimi, azzurre e rosse.

Avrà luogo anche l’illustrazione delle stelle e delle costellazioni visibili nel periodo, all’aperto, in caso di bel tempo, al planetario in caso di cielo coperto.

 

Terzo appuntamento dell’osservazione in alta risoluzione della Luna, che ha avuto uno straordinario successo di pubblico nelle precedenti due occasioni, in febbraio e marzo, confermando la grande attrattiva che il nostro satellite esercita ancora presso il grande pubblico. La regione visibile in questa serata sarà ovviamente diversa rispetto a quella delle due serate precedenti, con particolare focus sulle parti orientali del Mare delle Piogge e dell’Oceano delle Tempeste. Sarà possibile osservare direttamente la Luna al telescopio e anche assistere alla videoproiezione ad alto ingrandimento di tutti i minuti particolari visibili in questa fase, con spiegazioni dettagliate sull’origine e la natura dei vari crateri, circhi, catene montuose, regioni vulcaniche e bacini lavici.
Oltre alla Luna, sarà possibile osservare anche le stelle doppie, triple e quadruple della stagione, oltre alle spettacolari stelle colorate del cielo di primavera.
In caso di maltempo verranno mostrati al planetario video e immagini delle stesse regioni acquisite con i strumenti del Centro nei mesi precedenti. In tutti i casi seguirà l’illustrazione al planetario del cielo visibile nel mese di aprile, con proiezione anche di nuovi e spettacolari filmati a tutta cupola.

 

 

Il terzo appuntamento del 2019 dedicato all’archeologia dall’Associazione Rheticus vede di scena l’antichissima sepoltura, risalente a 14 000 anni fa (Paleolitico Superiore) del cosiddetto Uomo di Val Rosna, rinvenuto nel 1987 nel riparo Villabruna in comune di Sovramonte.

A parlare di questo reperto eccezionale per tutta la storia del popolamento paleolitico delle Alpi in età preistorica, sarà proprio l’autore del ritrovamento in persona, Aldo Villabruna, attivo nel campo degli studi preistorici fin dai primi anni Settanta e, assieme all’amico Carlo Mondini, scopritore di quasi tutte le frequentazioni e gli insediamenti preistorici del Bellunese. Autore di importanti monografie scientifiche, Villabruna ha partecipato a numerose campagne di scavo promosse dalla Soprintendenza Archeologica del Veneto, dall’Università di Ferrara e dal Museo Civico di Belluno.

 

La notizia della scomparsa di AlessandroDimai (nella foto il secondo da sinistra della seconda fila seduta) ci ha colto di sorpresa e ci ha sconvolti. Non sapevamo neppure che fosse malato, e soprattutto così gravemente, e quindi lo sgomento è stato davvero forte. Alla sua famiglia e agli amici dell’Associazione Astronomica Cortina porgiamo i sentimenti del più profondo compianto e del dolore condiviso.

Ho conosciuto Alessandro nel 1990, in occasione del primo campo d’alta quota organizzato dall’UAI e dalle nostre due associazioni ai 3200 m della Stazione Superiore della Funivia Freccia del Cielo alle Tofane e ho ancora vivido il ricordo di quelle tre notti fortunate (tutte e tre senza una nuvola!) e memorabili, due passate lassù, e la terza all’Osservatorio del Col Drusciè, a effettuare osservazioni di una profondità e un dettaglio fino allora soltanto sognati. Da allora, per tutti gli anni Novanta, innumerevoli sono state le occasioni di collaborazione, dalle serate in alta quota alle Tofane, al Lagazuoi, al Giau e al Falzarego, alle osservazioni al Col Drusciè, dagli inviti alle conferenze e ai corsi di astronomia, alle osservazioni pubbliche della Luna in piazza a Cortina. Ancora oggi è struggente il ricordo di aver osservato assieme ad Alessandro la cometa più spettacolare degli ultimi 50 anni, la Hyakutake, dal Falzarego, in quelle notti incantate del marzo 1996.
Dall’inizio del millennio le occasioni di incontro e collaborazione erano venute meno, anche perché ognuno di noi aveva deciso di impegnarsi ancor più seriamente a far crescere le competenze e l’apparato strumentale all’interno della propria associazione. Ma non è mai venuta a mancare la stima e l’amicizia reciproca.
Alessandro è stato fra i primi in Italia ad utilizzare i CCD per la cattura delle immagini astronomiche, ancora alla fine degli anni Ottanta, e da allora è sempre stato all’avanguardia in questo settore. Ha promosso con entusiasmo, encomiabile impegno e tenacia, la remotizzazione dell’osservatorio del Col Drusciè, riuscendo a farne, già nel 1999, il primo centro amatoriale per la ricerca automatica delle supernovae in Europa e fra i primi al mondo, anche a livello professionistico. Da allora al Col Drusciè sono state scoperte ben 41 supernovae, di cui 22 da Alessandro in persona. Oltre a queste, Alessandro ha scoperto anche due stelle variabili e un asteroide, che è stato denominato Cortina.
Alessandro è stato molto attivo anche sul fronte della divulgazione, con corsi, conferenze, serate osservative svolte al Col Druscié e durante le famose cene “sotto le stelle” dell’Associazione Astronomica Cortina, occasioni conviviali e scientifiche tenute in occasione di fenomeni celesti particolari. In questo settore esemplare il suo impegno, sia sotto il profilo organizzativo che logistico che per la raccolta di fondi, per dotare la città di Cortina di uno dei planetari più grandi del Veneto, dedicato al grande polymath, frequentatore di Cortina nel Quattrocento, Nicola Cusano.
Bravissimo astrofotografo, Alessandro ha pubblicato immagini sulle principali riviste e siti a livello mondiale. Autore di numerosi articoli scientifici, è stato titolare della rubrica “Profondo cielo” sulla rivista L’Astronomia dal 1997 al 1999. Ha pubblicato, assieme a Francesco D’Arsiè, Roberto Nuzzo e Gabriele Rosolen, il libro Profondo cielo nel 1995 e, assieme a Piergiorgio Cusinato, Hale-Bopp la cometa del secolo, nel 1997.
È difficile accettare questa scomparsa: passano i giorni, e più ci penso, più mi sembra assurdo, più non mi sembra possibile. Per chi crede, Alessandro adesso è in cielo, è tornato alla casa del padre celeste. Ma anche per chi non crede è così: ancora nel 2002, per l’“infaticabile entusiasmo con il quale si è dedicato con successo alla scoperta delle supernovae” l’Unione Astronomica Internazionale gli ha dedicato l’asteroide (25276) Dimai, scoperto da Vittorio Goretti nel 1998.

Gabriele Vanin