Si parlerà degli asteroidi geosecanti, ovvero di quegli asteroidi che possono scontrarsi con il nostro pianeta, arrecando vari tipi di danni, dal disastro locale alla catastrofe globale e addirittura alle estinzioni in massa, come già più volte è capitato nella storia del nostro pianeta. Si passerà in rassegna il lavoro di ricerca fatto da vari osservatori astronomici, in questi anni, per monitorare le migliaia di asteroidi che possono trasformarsi in potenziali impattatori, si parlerà dell’enorme lavoro che c’è ancora da fare in questo campo per mettersi del tutto al sicuro da questa possibile minaccia e si vedrà quali mezzi l’umanità può escogitare per evitare un futuro urto con un corpo lanciato a folle velocità contro il nostro pianeta. Leggi il resto…

 

Sabato 27 aprile 2019 ore 21 presso il Centro Astronomico di Arson

LOLA MONTEZ SCANDALOSA AVVENTURIERA DELL’OTTOCENTO relatrice Milena Zucco

Di lei si è perso il ricordo, ma è stata una delle cortigiane più famose d’Europa a cavallo di metà Ottocento. Molto chiacchierata per i suoi atteggiamenti fin troppo disinvolti, ha scandalizzato praticamente tutto il mondo in piena epoca vittoriana.

Un’eco di Lola Montez è arrivata anche nel Feltrino, ma è la piacevole sorpresa riservata alla fine della serata.

Se il tempo sarà bello, si potranno osservare anche gli oggetti del profondo cielo di primavera, soprattutto le galassie nella Vergine e nella Chioma di Berenice, ma anche spettacolari stelle doppie e multiple, e stelle dai colori vivissimi, azzurre e rosse.

Avrà luogo anche l’illustrazione delle stelle e delle costellazioni visibili nel periodo, all’aperto, in caso di bel tempo, al planetario in caso di cielo coperto.

 

Terzo appuntamento dell’osservazione in alta risoluzione della Luna, che ha avuto uno straordinario successo di pubblico nelle precedenti due occasioni, in febbraio e marzo, confermando la grande attrattiva che il nostro satellite esercita ancora presso il grande pubblico. La regione visibile in questa serata sarà ovviamente diversa rispetto a quella delle due serate precedenti, con particolare focus sulle parti orientali del Mare delle Piogge e dell’Oceano delle Tempeste. Sarà possibile osservare direttamente la Luna al telescopio e anche assistere alla videoproiezione ad alto ingrandimento di tutti i minuti particolari visibili in questa fase, con spiegazioni dettagliate sull’origine e la natura dei vari crateri, circhi, catene montuose, regioni vulcaniche e bacini lavici.
Oltre alla Luna, sarà possibile osservare anche le stelle doppie, triple e quadruple della stagione, oltre alle spettacolari stelle colorate del cielo di primavera.
In caso di maltempo verranno mostrati al planetario video e immagini delle stesse regioni acquisite con i strumenti del Centro nei mesi precedenti. In tutti i casi seguirà l’illustrazione al planetario del cielo visibile nel mese di aprile, con proiezione anche di nuovi e spettacolari filmati a tutta cupola.

 

 

Il terzo appuntamento del 2019 dedicato all’archeologia dall’Associazione Rheticus vede di scena l’antichissima sepoltura, risalente a 14 000 anni fa (Paleolitico Superiore) del cosiddetto Uomo di Val Rosna, rinvenuto nel 1987 nel riparo Villabruna in comune di Sovramonte.

A parlare di questo reperto eccezionale per tutta la storia del popolamento paleolitico delle Alpi in età preistorica, sarà proprio l’autore del ritrovamento in persona, Aldo Villabruna, attivo nel campo degli studi preistorici fin dai primi anni Settanta e, assieme all’amico Carlo Mondini, scopritore di quasi tutte le frequentazioni e gli insediamenti preistorici del Bellunese. Autore di importanti monografie scientifiche, Villabruna ha partecipato a numerose campagne di scavo promosse dalla Soprintendenza Archeologica del Veneto, dall’Università di Ferrara e dal Museo Civico di Belluno.

 

La notizia della scomparsa di AlessandroDimai (nella foto il secondo da sinistra della seconda fila seduta) ci ha colto di sorpresa e ci ha sconvolti. Non sapevamo neppure che fosse malato, e soprattutto così gravemente, e quindi lo sgomento è stato davvero forte. Alla sua famiglia e agli amici dell’Associazione Astronomica Cortina porgiamo i sentimenti del più profondo compianto e del dolore condiviso.

Ho conosciuto Alessandro nel 1990, in occasione del primo campo d’alta quota organizzato dall’UAI e dalle nostre due associazioni ai 3200 m della Stazione Superiore della Funivia Freccia del Cielo alle Tofane e ho ancora vivido il ricordo di quelle tre notti fortunate (tutte e tre senza una nuvola!) e memorabili, due passate lassù, e la terza all’Osservatorio del Col Drusciè, a effettuare osservazioni di una profondità e un dettaglio fino allora soltanto sognati. Da allora, per tutti gli anni Novanta, innumerevoli sono state le occasioni di collaborazione, dalle serate in alta quota alle Tofane, al Lagazuoi, al Giau e al Falzarego, alle osservazioni al Col Drusciè, dagli inviti alle conferenze e ai corsi di astronomia, alle osservazioni pubbliche della Luna in piazza a Cortina. Ancora oggi è struggente il ricordo di aver osservato assieme ad Alessandro la cometa più spettacolare degli ultimi 50 anni, la Hyakutake, dal Falzarego, in quelle notti incantate del marzo 1996.
Dall’inizio del millennio le occasioni di incontro e collaborazione erano venute meno, anche perché ognuno di noi aveva deciso di impegnarsi ancor più seriamente a far crescere le competenze e l’apparato strumentale all’interno della propria associazione. Ma non è mai venuta a mancare la stima e l’amicizia reciproca.
Alessandro è stato fra i primi in Italia ad utilizzare i CCD per la cattura delle immagini astronomiche, ancora alla fine degli anni Ottanta, e da allora è sempre stato all’avanguardia in questo settore. Ha promosso con entusiasmo, encomiabile impegno e tenacia, la remotizzazione dell’osservatorio del Col Drusciè, riuscendo a farne, già nel 1999, il primo centro amatoriale per la ricerca automatica delle supernovae in Europa e fra i primi al mondo, anche a livello professionistico. Da allora al Col Drusciè sono state scoperte ben 41 supernovae, di cui 22 da Alessandro in persona. Oltre a queste, Alessandro ha scoperto anche due stelle variabili e un asteroide, che è stato denominato Cortina.
Alessandro è stato molto attivo anche sul fronte della divulgazione, con corsi, conferenze, serate osservative svolte al Col Druscié e durante le famose cene “sotto le stelle” dell’Associazione Astronomica Cortina, occasioni conviviali e scientifiche tenute in occasione di fenomeni celesti particolari. In questo settore esemplare il suo impegno, sia sotto il profilo organizzativo che logistico che per la raccolta di fondi, per dotare la città di Cortina di uno dei planetari più grandi del Veneto, dedicato al grande polymath, frequentatore di Cortina nel Quattrocento, Nicola Cusano.
Bravissimo astrofotografo, Alessandro ha pubblicato immagini sulle principali riviste e siti a livello mondiale. Autore di numerosi articoli scientifici, è stato titolare della rubrica “Profondo cielo” sulla rivista L’Astronomia dal 1997 al 1999. Ha pubblicato, assieme a Francesco D’Arsiè, Roberto Nuzzo e Gabriele Rosolen, il libro Profondo cielo nel 1995 e, assieme a Piergiorgio Cusinato, Hale-Bopp la cometa del secolo, nel 1997.
È difficile accettare questa scomparsa: passano i giorni, e più ci penso, più mi sembra assurdo, più non mi sembra possibile. Per chi crede, Alessandro adesso è in cielo, è tornato alla casa del padre celeste. Ma anche per chi non crede è così: ancora nel 2002, per l’“infaticabile entusiasmo con il quale si è dedicato con successo alla scoperta delle supernovae” l’Unione Astronomica Internazionale gli ha dedicato l’asteroide (25276) Dimai, scoperto da Vittorio Goretti nel 1998.

Gabriele Vanin

 

Il primo appuntamento dell’osservazione in alta risoluzione della Luna, il 16 febbraio scorso, ha avuto pieno successo, con tempo splendido e molti visitatori che hanno potuto apprezzare l’osservazione in diretta del nostro satellite, sia direttamente attraverso i telescopi, sia con la proiezione commentata attraverso la telecamera, con ingrandimento di ben 315 volte! In questa occasione la zona visibile sarà un po’ più ricca di particolari rispetto a quella del mese precedente: saranno visibili fra l’altro lo splendido Mare delle Piogge, con le catene montuose degli Appennini, delle Alpi e del Giura, il cratere Copernico, il più spettacolare della Luna, il mare delle Nubi, il cratere Clavio, il più grande della superficie lunare e molto articolato, le zone di sbarco degli Apollo 12 e 14.

Anche in questo caso verrà allestita per i visitatori la postazione dove sarà possibile assistere alla proiezione video di quanto inquadrato al telescopio.

Oltre alla Luna, sarà possibile osservare anche le stelle doppie, triple e quadruple della stagione, oltre alle spettacolari stelle colorate del cielo di inizio primavera.

In caso di maltempo verranno mostrati al planetario video e immagini delle stesse regioni acquisite con i strumenti del Centro nei mesi precedenti.

Dopo l’osservazione al planetario avrà luogo la celebrazione e il ricordo, con spettacolari immagini e filmati, della missione Apollo 9, che 50 anni fa esatti spianò la strada al successo dell’Apollo 11, oltre al consueto spettacolo, con la proiezione del cielo notturno e spettacolari filmati a tutta cupola.

Gli incontri si svolgeranno con qualunque condizione meteo. In merito teniamo a sottolineare che, se non in caso di eccezionale maltempo, l’osservazione visuale e telescopica degli oggetti celesti è quasi sempre possibile, poichè la variabilità della copertura nuvolosa lascia spazio frequente a zone di sereno. Vi invitiamo pertanto a farci visita anche se il meteo non sembra favorevole. Ne vale sempre la pena!

 

Sabato 2 marzo, alle ore 21, torna di scena l’archeologia preistorica al Centro Astronomico di Arson. Si parlerà di Valmo, l’Uomo di Mondeval, la località cadorina teatro del ritrovamento dello scheletro di un cacciatore preistorico, che costituisce l’unica sepoltura mesolitica situata ad alta quota (2150 m). Dalla data del ritrovamento, il 1985, sono state effettuate quindici campagne di scavo che hanno portato alla luce importantissime testimonianze, fra cui un completo corredo funerario, risalenti a oltre 8000 anni fa, che hanno ampliato moltissimo le conoscenze paleontologiche relative a quel periodo. A parlarne sarà Corrado Chierzi, di Belluno, addetto alla ricerca di fossili e minerali nell’ambito della Commissione di esperti istituita, alla fine degli anni 70, in vista dell’apertura del costituendo Museo della Val Fiorentina, socio fondatore e collaboratore del Museo (oggi Museo Vittorino Cazzetta, scopritore del sito di Valmo), dalla sua apertura, avvenuta nel 1982, autore di importanti ricerche di superficie in campo archeologico in vari siti del Bellunese.

Come di consueto, se il tempo sarà favorevole, si potrà osservare il cielo con i potenti telescopi del centro, e si potranno comunque apprezzare le bellezze del firmamento attraverso la spettacolare proiezione al planetario.

 

Nell’anno della ricorrenza del 50° anniversario dello sbarco sulla Luna la Rheticus inizia le celebrazioni invitando il pubblico alla prima di una serie di spettacolari osservazioni del nostro satellite al telescopio. Il 16 febbraio, il 16 marzo, il 13 aprile, l’11 maggio 2019 saranno le date in cui la Luna sarà nella migliore posizione possibile, molto alta in cielo. In queste condizioni sarà possibile osservarla ad altissima risoluzione, con i massimi ingrandimenti che i potenti telescopi del Centro Astronomico possono offrire. Sarà davvero possibile di immaginare di star passeggiando sulla Luna. Di volta in volta saranno visibili regioni diverse e anche le zone dove sono sbarcate le varie missioni Apollo.
Sabato 16 febbraio sarà ben visibile quasi tutto l’Oceano delle Tempeste, teatro dello sbarco degli Apollo 12 e 14, compresa la sua parte occidentale, solitamente la meno osservata e conosciuta dagli osservatori terrestri.
Oltre a poter osservare direttamente, verrà allestita per i visitatori anche una postazione dove sarà possibile in contemporanea assistere, con una camera planetaria, alla proiezione video di quanto inquadrato al telescopio.
Oltre alla Luna, sarà possibile osservare anche le stelle doppie, triple e quadruple della stagione, oltre alle spettacolari stelle colorate del cielo invernale.
In caso di maltempo verranno mostrati al planetario video e immagini delle stesse regioni acquisite con i strumenti del Centro nei mesi precedenti.
Dopo l’osservazione avverrà il consueto spettacolo al planetario, con la proiezione del cielo notturno e spettacolari filmati a tutta cupola, durante il quale verrà posto particolare rilievo ai fenomeni ai quali il nostro satellite dà luogo in cielo, fasi lunari, luce cinerea, eclissi, ecc.

 

La prof.ssa Pedrotti, docente di Preistoria e Protostoria presso l’Università di Trento e profonda conoscitrice di tutte le problematiche riguardanti uno dei più sensazionali ritrovamenti archeologici a livello mondiale degli ultimi anni, dopo una breve introduzione storica sulle circostanze del ritrovamento e sulle scoperte scientifiche emerse via via negli anni, tratterà soprattutto delle più recenti ipotesi ed evidenze emerse negli ultimi tempi sul vestiario e sulle abitudini di Ötzi, sul suo patrimonio genetico, sulle circostanze della morte, perfino sul suo stato di salute, e molto altro ancora.