Si parlerà degli asteroidi geosecanti, ovvero di quegli asteroidi che possono scontrarsi con il nostro pianeta, arrecando vari tipi di danni, dal disastro locale alla catastrofe globale e addirittura alle estinzioni in massa, come già più volte è capitato nella storia del nostro pianeta. Si passerà in rassegna il lavoro di ricerca fatto da vari osservatori astronomici, in questi anni, per monitorare le migliaia di asteroidi che possono trasformarsi in potenziali impattatori, si parlerà dell’enorme lavoro che c’è ancora da fare in questo campo per mettersi del tutto al sicuro da questa possibile minaccia e si vedrà quali mezzi l’umanità può escogitare per evitare un futuro urto con un corpo lanciato a folle velocità contro il nostro pianeta. Leggi il resto…

 

locandina di maggio 2017

Ciclonotturna al Centro Astronomico di Arson , per una serata al planetario  e osservazioni al telescopio.Iniziativa in collaborazione con l’Associazione Astronomica Feltrina Rheticus.

Partenza ore 19:15 dal parcheggio della farmacia dell’ospedale e seguendo un percorso misto asfalto-sterrato arriveremo al Centro Astronomico lungo la ciclabile fino a Pedavena e poi proseguendo lungo i colli di Murle, Foen, Feltre ,Vellai,Lipoi, Case bianche, Villabruna . Breve sosta per poi affrontare la salita al centro Astronomico.Il percorso del ritorno verrà deciso al rientro.

Obbligatoria bicicletta con luci anteriori e posteriori funzionanti e consigliato il gilet catarifrangente.

Lunghezza : 30 chilometri.

Difficoltà : medio-facile.

Bici : qualsiasi con buoni copertoni. Consigliati camera d’aria di ricambio e casco.

Costo: soci FIAB € 2 non soci € 5.

Ingrasso al centro astronomico € 5.

info: 3403485617 ( Alfredo) ; info.feltreinbici@gmail.com ; www.feltreinbici.blogspot.it ; facebook.com/fiabfeltreinbici.

 

 

Fino a poco tempo fa (e per certi aspetti ancor oggi), la gente era portata a vedere in tutto quello che succedeva segni misteriosi che bisognava interpretare perché provenienti da forze lontane, arcane e profonde, che incutevano timore.

Il filò coi sgrisolói narra di paure e di superstizioni non ancora sopite, attraverso storie da brivido realmente accadute nei nostri paesi e filtrate dalla memoria di chi racconta.

Vi chiederemo insomma di mettere da parte le vostre ataviche paure e ascoltare nel buio questi racconti da brivido. Se solo ne avrete il coraggio…

Per la parte osservativa la Luna quasi piena sarà la protagonista indiscussa di questa magica e misteriosa serata. Con l’ausilio di opportuni filtri atti a mitigare la forte luminosità del satellite avremo modo di scrutare in dettaglio i particolari della sua superficie, mostrando strutture apprezzabili e non visibili in altre fasi. Non mancheremo inoltre di ammirare le più belle stelle doppie, multiple e colorate che appartengono al cielo di questo periodo.

L’incontro si svolgerà con qualunque condizione meteo.

Ricordiamo che sono aperte le iscrizioni e i rinnovi per il 2018 all’associazione Rheticus. Questo tuo contributo ci darà modo di proseguire nella nostra opera di divulgazione e ricerca. Tutte le info sul sito.

 

 

Per Dante l’astronomia rappresenta la più alta tra le scienze umane e la sua poesia è trapunta di stelle.
Lo si evince molto chiaramente dalla lettura del suo capolavoro, la Divina Commedia, all’interno del quale non mancano i riferimenti astronomici, presenti in tutte le cantiche.
Non a caso Inferno, Purgatorio e Paradiso si concludono tutti con la parola stelle… “e quindi uscimmo a riveder le stelle”…”puro e disposto a salire alle stelle”…”L’amor che move il sole e l’altre stelle”.
Il suo sguardo verso il cielo non è però soltanto quello di un sommo poeta, ma è anche quello di un appassionato della scienza di Urania. L’astronomia della Divina Commedia è basata sull’astronomia tolemaica, universalmente accettata nel Medio Evo e Dante dimostra di possederne ampie e rigorose conoscenze che nel corso di questa interessantissima conferenza Gabriele andrà ad illustrare in dettaglio. Attraverso l’uso del planetario e osservando immobili i moti apparenti degli astri, ci ritroveremo di fatto nel sistema di Tolomeo e questo per l’astronomia di Dante va benissimo.
Una curiosità: quando Dante scrivendo la Commedia guardava le stelle, di sicuro le vedeva sfuocate, a causa di una miopia progressiva causata dallo stare sempre chino su carte e manoscritti. Guardare le stelle, per lui, era una sorta di prescrizione medica, gli serviva per allenare l’occhio e riposarlo dalla lettura. È lui stesso a dircelo, nella Vita Nova…
Per la parte osservativa, approfittando della serata illune, non mancheremo di apprezzare le costellazioni invernali che oramai si avviano a tramontare, lasciando il posto al cielo primaverile. Tanti sono i possibili target di profondo cielo che potremo osservare in condizioni favorevoli, facendo un vero e proprio excursus su vari tipi di oggetti: ammassi aperti (ammasso aperto del Presepe, M44, nel Cancro); ammassi globulari (M3, nei Cani da Caccia); galassie (M81 e M82 in Orsa Maggiore, NGC 4565 nella Chioma di Berenice).

L’incontro si svolgerà con qualunque condizione meteo.
Ricordiamo che sono aperte le iscrizioni e i rinnovi per il 2018 all’associazione Rheticus. Questo tuo contributo ci darà modo di proseguire nella nostra opera di divulgazione e ricerca. Tutte le info sul sito.

 

 

Immaginatevi ammassi di stelle, gas e polveri che ruotano intorno ad un nucleo galattico – dove è localizzato il centro di massa – con velocità differenti a seconda di quanto sono vicini al nucleo. Immaginatevi ora, col trascorrere di un tempo infinitamente lungo, una rotazione differenziale degli ammassi, più veloce nelle parti vicine al nucleo più lenta nelle parti esterne, che li allunga e li piega, trasformandoli in bracci avvolti a spirale attorno al nucleo della galassia. Questa meravigliosa “girandola” ha creato uno tra gli oggetti più belli dell’Universo!

La nostra Via Lattea, è proprio questo, una GALASSIA A SPIRALE, e noi viviamo in uno dei bracci di questa meraviglioso condominio di stelle. In base a come il disco della galassia è inclinato rispetto all’osservatore essa può essere vista in tutto il suo splendore di fronte, inclinata o di taglio.

Ma come si sviluppa la dinamica dei bracci a spirale e in che modo possono sopravvivere per miliardi di anni senza attorcigliarsi inestricabilmente intorno al nucleo galattico? Cosa li mantiene prominenti e distinti? E’ uno dei molteplici interrogativi ai quali daremo una risposta, attraverso spettacolari immagini e soprattutto con delle esplicative simulazioni video sulla cupola del Planetario.

La mancanza della Luna ci consentirà di osservare, prima della conferenza in Planetario, con i telescopi del Centro, le più belle galassie del profondo cielo di questo periodo. Useremo soprattutto il nostro strumento principe, il Grande Leviatano da 64 cm, che ci consentirà di scrutare nel buio siderale le spirali nel Leone, quelle nell’Orsa maggiore (M81 e M82 e la galassia Girandola), la Sombrero nella Vergine, una delle più belle e suggestive del cielo, e le spirali nella Chioma di Berenice (la galassia Ago ed Occhio nero).

 

L’incontro si svolgerà con qualunque condizione meteo. Si raccomanda la puntualità e naturalmente un abbigliamento consono alle temperature di questo periodo.

Ricordiamo che sono aperte le iscrizioni e i rinnovi per il 2018 all’associazione Rheticus. Questo tuo contributo ci darà modo di proseguire nella nostra opera di divulgazione e ricerca. Tutte le info sul sito.

 

 

 

Partendo dalle suggestioni relative alla famosa canzone del 1971 del cantautore statunitense Donald McLean, Vincent, dedicata al grande pittore, Gabriele passerà inizialmente in rassegna le tappe fondamentali della sfortunata breve vita e della formazione artistica di Vincent Van Gogh, per poi concentrarsi sulle opere nelle quali l’artista nederlandese dipinse il cielo stellato, Notte stellata, Notte stellata sul rodano, Cipressi, Strada con cipressi e cielo stellato, Paesaggio serale con Luna sorgente, Casa bianca di notte, Terrazza del caffè la sera, Place du Forum, Arles, mostrando come la tematica astronomica, lungi dall’essere un semplice contorno paesaggistico, o un espediente narrativo, è per Van Gogh parte integrante della sua poetica artistica, ritagliata fra l’altro da riscontri reali. Le simulazioni al planetario mostreranno infatti agli spettatori come le notti stellate raffigurate da Vincent, la sua Luna, i suoi pianeti, le sue stelle, furono davvero sopra l’orizzonte in quelle posizioni nel momento della realizzazione dei dipinti, remoti ma attendibili modelli per la sua arte, muti ma eterni testimoni del suo genio immortale.

Dal punto di vista osservativo sarà una serata magica, di plenilunio, con il cielo d’inverno illuminato splendidamente dal nostro satellite. Non sarà quindi possibile osservare oggetti deboli, ma stelle doppie, multiple e luminose verranno mostrate nella prima parte della serata al telescopio, e la Luna, usando filtri neutri per schermarla, potrà essere ugualmente osservata con gli strumenti del Centro.

L’incontro si svolgerà con qualunque condizione meteo. Si raccomanda la puntualità e naturalmente un abbigliamento consono alle rigide temperature di questo periodo.

Ricordiamo che sono aperte le iscrizioni e i rinnovi per il 2018 all’associazione Rheticus. Questo tuo contributo ci darà modo di proseguire nella nostra opera di divulgazione e ricerca. Tutte le info sul sito.

 

L’agenda dell’esplorazione spaziale per quest’anno è fitta di grandi appuntamenti che si indirizzano a mete diverse, dalla Luna a Mercurio, dal Sole agli asteroidi, da Marte all’infinito, e oltre… La Nasa e le altre agenzie spaziali hanno in programma diversi lanci da marzo fino a fine anno e qualche missione vede anche la partecipazione dell’Italia, con l’Agenzia spaziale italiana e l’Istituto nazionale di astrofisica. In questo senso la missione BepiColombo sarà la vera protagonista di quest’anno. La ricerca verterà sullo studio del campo magnetico di Mercurio e il pianeta in generale e c’è tanta Italia in questa missione (e anche un pò di Rheticus…)

A maggio il lander della Nasa Mars InSight partirà alla volta di Marte per analizzarne il sottosuolo e per fine luglio è prevista la partenza dell’americana Parker Solar Probe per studiare lo strato esterno dell’atmosfera del Sole (la corona). Anche la Luna sarà protagonista nel 2018, con l’Agenzia spaziale indiana e quella cinese, e poi gli asteroidi, anche loro in attesa di sonde in arrivo quest’anno. Per non parlare diesopianeti e turismo spaziale e senza dimenticare ovviamente tutte le missioni già attive, partite negli anni scorsi e arrivate a destinazione, che stanno inviando preziose informazioni alle rispettive Agenzie.  Insomma, tanta e tanta carne al fuoco (o missili sulla rampa, che dir si voglia…)

La parte osservativa, alle 21, prima della conferenza in Planetario, sarà contraddistinta dalla totale assenza di Luna, che ci darà quindi modo di ammirare le bellezze del profondo cielo invernale. Potremo osservare gli oggetti più deboli, anche con l’ausilio dei notevoli strumenti che saranno messi a disposizione. La Grande Nebulosa di Orione (M42), gli ammassi aperti in Auriga, in particolare M37, sarà un altro bell’oggetto, assieme alle Pleiadi (M45) e potremo azzardare anche alcune galassie quali M81 e M82. Non mancheranno alcune notevoli stelle doppie o multiple, quali Epsilon e Beta Monocerotis, o Iota Cancri.

L’incontro si svolgerà con qualunque condizione meteo. Si raccomanda la puntualità e naturalmente un abbigliamento consono alle temperature di questo periodo.

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M42, la grande nebulosa in Orione, uno degli oggetti del cielo invernale più spettacolari al telescopio, è un enorme ammasso gassoso, fucina di stelle, distante 1350 anni luce da noi e ampio circa 25 anni luce. Nelle foto più esposte, le regioni più deboli ed esterne coprono addirittura l’intera costellazione dedicata al Grande Cacciatore.

M42 è la regione di formazione stellare più vicina al sistema solare, la più grande nursery stellare della galassia. Si tratta di uno degli oggetti più fotografati e studiati della volta celeste, ed è sotto costante controllo a causa dei fenomeni celesti che hanno luogo al suo interno; gli astronomi hanno scoperto nelle sue regioni più interne dischi protoplanetari, nane brune e intensi movimenti di gas e polveri. La Nebulosa di Orione contiene nel suo centro un ammasso aperto di stelle molto giovani, noto come Trapezio. Ci troviamo qui in una delle più interessanti regioni celesti, piena di “informe fiammeggiante foschia, materiale carico di futuri soli” come ebbe a dire il grande astronomo William Herschel. Le osservazioni con i più potenti telescopi hanno rivelato molte stelle circondate da anelli di polveri, probabilmente il primo stadio della formazione di un sistema planetario.

Dopo la conferenza e la consueta introduzione con i laser alle costellazioni del cielo invernale, tutti gli strumenti del Centro saranno puntati verso questo straordinario oggetto celeste, tema della serata. La notte illune ci consentirà di osservare la nebulosa a diversi ingrandimenti e la potenza del Leviatano da 64 cm dotato di un filtro Ossigeno III, particolarmente adatto all’osservazione di nebulose, ci darà modo di riempire il campo dell’oculare evidenziando le trine sottili e soffuse delle sue propaggini esterne e percepire debolmente delle sfumature di colore che vanno dal verde, al rosa e all’arancio. Nessun altro oggetto del profondo cielo ci può regalare questa incredibile ed emozionante opportunità!

 

L’incontro si svolgerà con qualunque condizione meteo. Si raccomanda la puntualità.