L’argomento che verrà trattato nella conferenza svolta al planetario in queste due serate è di stretta attualità, soprattutto considerando l’evento avvenuto il 15 febbraio scorso in Siberia. La prima parte della conferenza sarà in effetti proprio dedicata ad approfondire tutti i dettagli della caduta del meteorite di Celjabinsk, alla luce delle analisi più recenti fatte del fenomeno.
Proprio queste analisi hanno chiarito che probabilmente il pericolo rappresentato dai piccoli asteroidi che intersecano l’orbita della Terra è stato finora sottostimato. Si passerà in rassegna il lavoro di ricerca fatto soprattutto dalla NASA, in questi anni, per monitorare le migliaia di asteroidi che possono trasformarsi in potenziali impattatori, si parlerà dell’enorme lavoro che c’è ancora da fare in questo campo per mettersi del tutto al sicuro da questa possibile minaccia e si vedrà quali mezzi l’umanità può escogitare per evitare un futuro urto con un corpo lanciato a folle velocità contro il nostro pianeta.

Durante la conferenza del mercoledì faremo una piccola pausa caffè per assistere ad uno spettacolare sorgere della Luna, che poi potrà essere osservata con i telescopi del centro. La prima caratteristica ben osservabile, a nord, sarà il cratere Endymion. Il cratere è ampio 125 km e possiede larghe pareti e un fondo parzialmente oscurato dai depositi lavici. A sud sud est di Endymion c’è una bella sequenza di quattro crateri abbastanza prominenti: Messala, di 124 km, dal fondo abbastanza rilevato rispetto agli altri tre; Geminus, 86 km; Burckhardt, 57 km; e soprattutto lo spettacolare Cleomedes, con picco centrale, al suo interno crateri secondari e un solco lungo 30 km. Cleomedes è posto sulla sponda settentrionale del Mare Crisium, che è senz’altro il particolare più evidente in questa fase. Ha un diametro di 570 km e una superficie di 176 000 km2. Più a sud è quasi interamente visibile il più grande Mare Fecunditatis (326 000 km2). Sul suo bordo occidentale spicca la mole articolata e spettacolare del grande Langrenus, 132 km di diametro, con ampie pareti terrazzate e un complesso di picchi centrali. A sud del Fecunditatis si trova invece quella che è forse la caratteristica più spettacolare visibile sulla Luna in questa fase, il cratere Petavius, di 177 km di diametro, con ampie pareti terrazzate, un complesso sistema di picchi al centro e, soprattutto, le celebri Rimae Petavius, un sistema di crepacci che si diramano dal centro in tre distinte direzioni.
Potremo anche osservare Saturno e le stelle doppie Gamma Delphini, Albireo, 15 aquilae, Omicron1 Cygni.

Anche il venerdì, dopo la conferenza, sarà possibile osservare uno spettacolare sorgere lunare, verso le 23, ma prima sarà possibile passare in rassegna col laser le costellazioni e le stelle estive e dare al telescopio un assaggio di alcuni oggetti del profondo cielo che osserveremo meglio nel mese di agosto, fra cui la spettacolare nebulosa planetaria Manubrio nella Volpetta e l’ammasso globulare M 15. In entrambe le serate sarà possibile osservare per l’ultima volta quest’anno Saturno e dargli un arrivederci alla prossima stagione.

Mercoledì 24 si assisterà all’apparizione di due satelliti Iridium, alle 23:16 e alle 23:24, di luminosità compresa fra quella della stella Vega e quella del pianeta Giove.
Anche il 26 luglio se ne vedranno due, ma il più brillante, alle 22:35, sarà una vera bomba di luce, raggiungendo una luminosità 25 volte superiore a quella di Venere, ovvero pari a quella di una falce di Luna!

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