Parafrasando una famosa canzone di Pierangelo Bertoli e dei Tazenda, la serata del 17 agosto prevede fra l’altro una spettacolare osservazione, a occhio nudo, con binocoli astronomici e telescopi, del sorgere del nostro satellite dalle Prealpi Bellunesi. Sarà una sensazione davvero magica percepire dapprima il chiarore che preannuncia l’alba lunare, e poi via via lo spuntare del primo lembo selenitico, il procedere rapido della levata sullo sfondo degli alberi, il delinearsi del volto umano lunare, lo stagliarsi netto e completo, infine, della compagna delle nostre notti sull’orizzonte lontano.

Lo spettacolo sarà preceduto, al planetario, da una breve conferenza che illustrerà i vari fenomeni a cui danno luogo la levata e il tramonto del Sole e della Luna, dal “Sole rosso” e dalla “Luna rossa”, allo schiacciamento prodotto dalla rifrazione, alla misteriosa illusione del “Sole grande” e della “Luna grande”.

Continueranno inoltre a dare spettacolo i pianeti Saturno e Giove. Su quest’ultimo sarà ancora visibile la Grande Macchia Rossa.

 

Torna il teatro scientifico al Centro Astronomico di Feltre e ritorna, a forte richiesta, il monologo di Gabriele Vanin sulla famosa bufala lunare, ovvero sulla strampalata ipotesi complottista che 50 anni fa gli americani non siano sbarcati sulla Luna, ma abbiano solo fatto finta. Anche se non sono molti quelli che credono a questa teoria, almeno nel nostro Paese, tuttavia una buona parte dell’opinione pubblica ha avuto e ha, complice anche una pessima informazione televisiva pubblica, dei dubbi e quindi l’evento sarà un’occasione preziosa per chiarirsi le idee e magari anche sorridere della propria credulità e contribuire ad affinare il proprio spirito critico e l’atteggiamento scettico di tutti noi. Sarà anche un’opportunità di discutere, sempre col sorriso, sul ruolo dei mass media e sulla psicologia delle masse, e di parlare di alcuni fondamentali aspetti della missione Apollo 11, già celebrata in varie occasioni, a livello nazionale, e da noi a livello locale.
A fare da corona alla serata saranno schierati verso sud i tre corpi celesti più belli da osservare con il telescopio, e che saranno mostrati al pubblico con i potenti strumenti del Centro: la Luna, al primo quarto, Giove, con le sue lune, e Saturno, con i suoi anelli. Su Giove, in particolare, sarà possibile osservare il transito dell’ombra del satellite Io. Da notare anche l’ultimo passaggio serale della Stazione Spaziale Internazionale fino al prossimo mese di ottobre.Poiché quest’anno il massimo delle Perseidi avverrà con la Luna Piena,
il 7 agosto è anche la data in cui si potranno vedere più stelle cadenti, con il cielo non eccessivamente illuminato dalla Luna.

 

Dr. Alain Jody Corso
Per la prima volta al Centro Astronomico si parlerà di Mercurio, il torrido pianeta più vicino al Sole. Difficilmente osservabile dalla Terra, Mercurio è stato sinora visitato da due sole sonde spaziali, statunitensi. È già in viaggio, tuttavia, la sonda Bepicolombo, dell’Europa, che compirà il primo sorvolo del pianeta nel 2021 e si immetterà stabilmente in orbita attorno ad esso nel 2025.
Già nel novembre scorso Alain Corso, del CNR, e socio storico della Rheticus, ci ha parlato di questa missione, in cui egli riveste un ruolo notevole, avendo partecipato alla realizzazione di due degli strumenti a bordo della sonda, lo spettroscopio e il coronografo ultravioletti. Questa volta farà il punto, servendosi di spettacolari immagini e filmati, sulle conoscenze attuali su Mercurio, anche alla luce della ripresa d’interesse verso questo pianeta da parte della comunità astronomica mondiale.
Se il cielo sarà sereno sarà possibile osservare una splendida falce di Luna e i pianeti Giove, con le sue lune, e Saturno, con i suoi anelli.

 

Sabato 2 marzo, alle ore 21, torna di scena l’archeologia preistorica al Centro Astronomico di Arson. Si parlerà di Valmo, l’Uomo di Mondeval, la località cadorina teatro del ritrovamento dello scheletro di un cacciatore preistorico, che costituisce l’unica sepoltura mesolitica situata ad alta quota (2150 m). Dalla data del ritrovamento, il 1985, sono state effettuate quindici campagne di scavo che hanno portato alla luce importantissime testimonianze, fra cui un completo corredo funerario, risalenti a oltre 8000 anni fa, che hanno ampliato moltissimo le conoscenze paleontologiche relative a quel periodo. A parlarne sarà Corrado Chierzi, di Belluno, addetto alla ricerca di fossili e minerali nell’ambito della Commissione di esperti istituita, alla fine degli anni 70, in vista dell’apertura del costituendo Museo della Val Fiorentina, socio fondatore e collaboratore del Museo (oggi Museo Vittorino Cazzetta, scopritore del sito di Valmo), dalla sua apertura, avvenuta nel 1982, autore di importanti ricerche di superficie in campo archeologico in vari siti del Bellunese.

Come di consueto, se il tempo sarà favorevole, si potrà osservare il cielo con i potenti telescopi del centro, e si potranno comunque apprezzare le bellezze del firmamento attraverso la spettacolare proiezione al planetario.

 

VENERDI’ 4 GENNAIO 2019 ore 21 al Centro Astronomico della Rheticus

“LA’ DOVE NESSUNO E’ MAI GIUNTO PRIMA: LA NEW HORIZONS ESPLORA ULTIMA THULE” relatore Gabriele Vanin (Ass.Rheticus)

Un’isola leggendaria situata in una remota zona del nord della Terra: si tratta di Thule, citata per la prima volta dal geografo greco Pitea nel IV secolo a.C., il cui mito si è poi accresciuto nella tarda antichità e nel medioevo. Diventata nell’immaginario collettivo il simbolo di un luogo estremamente lontano, ai confini del mondo, Thule ora conquista lo spazio grazie a New Horizons. Ultima Thule, infatti, è il nome provvisorio che gli scienziati della missione hanno scelto per designare 2014 Mu69, l’oggetto della Fascia di Kuiper (Kbo) che la sonda della Nasa ha raggiunto in tempo per festeggiare il capodanno del 2019. New Horizons sta realizzando la più lontana esplorazione di un corpo celeste mai effettuata prima, in un mondo oscuro dove nessuno è mai giunto prima…

La conferenza verrà preceduta dall’osservazione visuale dei più bei oggetti del cielo invernale con i telescopi del Centro Astronomico. Si raccomanda un abbigliamento adeguato a questo clima rigido e pungente. La conferenza in planetario si svolgerà in un ambiente adeguatamente riscaldato.

Gli incontri si svolgeranno con qualunque condizione meteo. In merito teniamo a sottolineare che, se non in caso di eccezionale maltempo, l’osservazione visuale e telescopica degli oggetti celesti è quasi sempre possibile, poichè la variabilità della copertura nuvolosa lascia spazio frequente a zone di sereno. Vi invitiamo pertanto a farci visita anche se il meteo non sembra favorevole. Ne vale sempre la pena!

 

Esattamente un anno fa Carlo Ferrigno ci raccontò di una straordinaria scoperta, del segnale di onde gravitazionali e delle increspature nello spazio-tempo emesse durante le fasi finali della fusione di due stelle a neutroni e ci raccontò inoltre di quali prospettive e di quanti benefici scientifici la comunità astronomica avrebbe goduto nel potenziare la rete globale di rivelatori di questi straordinari fenomeni cosmici. Ad un anno di distanza la kilonova GW170817 è stata analizzata nel dettaglio ottico e spettroscopico rivelando una quantità così importante di dati da rendere le prospettive per l’astronomia delle onde gravitazionali ed elettromagnetiche estremamente rosee!

 

Le Geminidi sono il secondo sciame più atteso dell’anno insieme a quello delle Perseidi. Ma sbaglia di certo chi pensa che le “Lacrime di san Lorenzo” di Agosto siano le più famose per intensità e bellezza. E’ ovvio che nei mesi estivi è più facile e piacevole stare all’aperto di sera, mentre d’inverno il freddo invita a restare tra le mura domestiche, ma vi assicuriamo che lo spettacolo di queste stelle cadenti è assolutamente imperdibile! Il picco di intensità cadrà tra la notte del 13 e il 14 Dicembre e in un’ora si potranno vedere fino a 50 meteore, il tutto favorito dalla sostanziale mancanza del disturbo lunare.

Le Geminidi sono meteore lente e si distinguono dalle altre perché sono le uniche a provenire da un asteroide (il 3200 Phaeton) anziché da una cometa. Questo le rende più dense e più forti con delle scie che durano un po’ di più rispetto ad altri sciami e quelle più brillanti si rompono spesso in una catena di guizzi luminosi. Il radiante, ossia la zona del cielo dove sembra che provengano, si trova nella costellazione dei Gemelli, vicino al Toro e al magnifico Orione ed è già alto alle 10 di sera.

Ben coperti ovviamente, armati di pazienza e solo con l’ausilio dei nostri occhi, avremo modo di assistere ad un affascinante spettacolo!

L’altra grande protagonista della serata sarà la Wirtanen “la cometa di Natale”. L’imprevedibilità di questi meravigliosi oggetti non ci consente, alla data della presente, di quantificare il suo grado di spettacolarità. Attualmente la cometa si presenta con una chioma molto diffusa, luminosa al centro e degradante verso i bordi e si stà avvicinando molto velocemente raggiungendo il 16 Dicembre la distanza minima alla Terra. Solo nei giorni precedenti questo appuntamento a Starson potremo capire cosa ci riserverà questo graditissimo “regalo natalizio”. Vi terremo aggiornati!

Gli incontri si svolgeranno con qualunque condizione meteo. In merito teniamo a sottolineare che, se non in caso di eccezionale maltempo, l’osservazione visuale e telescopica degli oggetti celesti è quasi sempre possibile, poichè la variabilità della copertura nuvolosa lascia spazio frequente a zone di sereno. Vi invitiamo pertanto a farci visita anche se il meteo non sembra favorevole. Ne vale sempre la pena!

 

Siamo abituati a film e serie TV sci-fi in cui gli anni luce vengono percorsi come fossero chilometri, in pochi minuti, se non in un istante (con un balzo nell’iperspazio assieme ad Han Solo) e la propulsione a curvatura ci proietta in un lampo su stelle e pianeti inconcepibilmente lontani. Ma dove si pone, con le conoscenze attuali, il confine tra fantasia e realtà? Molto ma molto distante, come quell’ignoto che ci prefiggiamo sconfiggere. Ma ciò non toglie che i viaggi interstellari potrebbero diventare routine in un prossimo futuro. Pensiamo solo che all’inizio del secolo scorso il viaggio sulla Luna era considerato soltanto alla stregua di un argomento degno dei romanzi di fantascienza…
Raggiungere dalla Terra altri sistemi stellari rappresenta una sfida che comporta moltissimi problemi per ora insormontabili e che richiederanno tempi lunghissimi per essere risolti. Ma sono già diversi gli studi sulla propulsione e sui carburanti capaci di spingere le nostre “astronavi” a velocità ben più elevate di quelle attuali. Un felice giorno la mitica frase di Star Trek “Spazio ultima frontiera. Questi sono i viaggi della nave stellare Enterprise. La sua missione è quella di esplorare strani nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita e nuove civiltà, per arrivare la dove nessuno è mai giunto prima” vedrà sicuramente il suo realizzarsi. Per aspera ad astra!

A parlarci di tutto ciò sarà Sergio Ortolani, professore Ordinario al Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università di Padova, veneziano di origine ma per lunghi anni residente a Feltre. Un vecchio amico del Gruppo Astrofili Feltrini ieri e della Rheticus oggi, con un curriculum straordinario al pari della sua passione per l’Astronomia e la Divulgazione scientifica.

Per la parte osservativa, approfittando della notte illune, non mancheremo di osservare con gli strumenti del Centro le meraviglie del cielo invernale. La galassia di Andromeda (M31), l’ammasso aperto delle Pleiadi (M45) e il Doppio Ammasso in Perseo (NGC 869-884), oggetti tanto estesi che l’osservazione avverrà a basso ingrandimento con il binocolo; il “tris” di ammassi aperti in Auriga M36, M37 e M38, osservati con i telescopi; e naturalmente l’oggetto che tutti aspettiamo di osservare nelle notti invernali; la Grande Nebulosa di Orione (M42), osservato naturalmente con il grande Dobson da 64 cm del Centro.

Se la serata sarà propizia, la potenzialità dello strumento lascerà senza fiato i visitatori.

Raccomandiamo naturalmente un abbigliamento adeguato al pungente clima invernale.

 

Dopo le storiche missioni della Nasa, Mariner 10 e Messenger, stiamo per tornare, con una missione europea, da Mercurio, il più interno, estremo e sconosciuto dei pianeti del Sistema Solare. Il 20 ottobre scorso, a bordo del razzo Ariane 5, dallo spazioporto di Kourou (Guiana francese), ha preso il volo la missione “BepiColombo”delle agenzie spaziali europea (ESA) e giapponese (JAXA) destinata a risolvere molte domande sulla natura del pianeta e non solo.
La sonda è stata intitolata a Giuseppe “Bepi” Colombo, il “Meccanico del cielo”, un brillante matematico, fisico ed ingegnere, nato a Padova nel 1920 e prematuramente scomparso nel 1984. Alain ci racconterà la sua straordinaria carriera e i suoi geniali studi di meccanica celeste rivolti a Mercurio, questo piccolo e misterioso oggetto celeste. Ci illustrerà le caratteristiche principali del pianeta, ma soprattutto gli scopi e le finalità della missione, resa possibile anche dal lavoro del nostro relatore e della sua equipe di Padova, che ha partecipato attivamente alla realizzazione di alcuni, tra i molti strumenti presenti sulla sonda. Sarà una conferenza di altissimo livello condotta da colui che la Rheticus si onora di avere da tanti anni tra le proprie file.

Per la parte osservativa la Luna crescente sarà la protagonista di questa imperdibile serata. Il nostro satellite naturale è un oggetto che non ci stanca mai di ammirare. Osserveremo nel dettaglio, con i telescopi del Centro e a diversi ingrandimenti, i suoi spettacolari crateri e le vaste pianure basaltiche, soprattutto lungo la linea del terminatore, quel confine netto che separa la parte oscura dalla parte illuminata. Ci sarà modo ovviamente di dare un’occhiata anche a molti altri oggetti di un cielo nel quale le costellazioni invernali stanno diventando predominanti, stelle doppie, triple e colorate, ammassi aperti e globulari.

Gli incontri si svolgeranno con qualunque condizione meteo. In merito teniamo a sottolineare che, se non in caso di eccezionale maltempo, l’osservazione visuale e telescopica degli oggetti celesti è quasi sempre possibile, poichè la variabilità della copertura nuvolosa lascia spazio frequente a zone di sereno. Vi invitiamo pertanto a farci visita anche se il meteo non sembra favorevole. Ne vale sempre la pena!

 

Una Supernova è una stella che esplode. L’esplosione di Supernova rappresenta l’ultimo atto, distruttivo e spettacolare, del ciclo evolutivo di stelle molto massive. Durante questa esplosione viene liberata un’energia immensa e la stella diventa così luminosa da splendere più di una intera galassia. Nel periodo di visibilità di un simile “mostro del cielo” viene emessa una quantità di energia pari a quella che il Sole produce in tutta la sua esistenza!

Ma dove e quando avverrà, nella nostra galassia, la prossima, spettacolare, deflagrazione cosmica di questo tipo? Non c’è assolutamente modo di prevederlo. Nella Via Lattea si contano in media una supernova ogni 50 anni e ci sono decine di stelle vecchie e massicce, abbastanza vicine al nostro sistema solare, prossime all’autodistruzione. L’unica certezza, se una supernova esplodesse ad una distanza “ravvicinata” da noi, è che quando questo accadrà, potremmo vedere per diverse settimane o mesi, una stella tanto luminosa da essere visibile anche in pieno giorno e brillante decine di volte il pianeta Venere. Uno spettacolo unico, di rara bellezza, ma che potrebbe anche nascondere insidie letali…

Per la parte osservativa sarà una serata senza Luna che quindi ci consentirà di osservare molti oggetti del profondo cielo anche con lo straordinario ausilio dello strumento principale del Centro, il grande Leviatano da 64 cm. Le costellazioni tipicamente invernali, Auriga, Toro, Balena e Pesci si innalzano ad Est, mentre un po’ più a sud fanno capolino l’inconfondibile sagoma di Orione assieme ai Gemelli. Nel cielo del Toro potremo facilmente scorgere ed osservare al telescopio il bellissimo gruppo delle Pleiadi, mentre allo zenit, in Andromeda, nel Triangolo e in Cefeo, troveremo nebulose, ammassi stellari e bellissime galassie.

Gli incontri si svolgeranno con qualunque condizione meteo. In merito teniamo a sottolineare che, se non in caso di eccezionale maltempo, l’osservazione visuale e telescopica degli oggetti celesti è quasi sempre possibile, poichè la variabilità della copertura nuvolosa lascia spazio frequente a zone di sereno. Vi invitiamo pertanto a farci visita anche se il meteo non sembra favorevole. Ne vale sempre la pena!